Bruxelles – Avanti con la semplificazione normativa e i ‘pacchetti omnibus’ che ne derivano: anche nel 2027 la Commissione europea intende mettere a punto revisioni legislative, stavolta per i settori bancario, dei trasporti, dell’edilizia abitativa e delle politiche digitali. E’ l’obiettivo politico dichiarato nell’agenda di lavoro per il prossimo anno, presentata in pompa magna oggi (4 novembre) per enfatizzare come l’esecutivo comunitario intenda continuare a lavorare per la competitività dell’Unione, con la semplificazione a rappresentare un elemento trainante della strategia.
In nome della competitività e della semplificazione, la Commissione annuncia anche l’intenzione di creare un patto contro la ‘sovra-regolamentazione’ (gold-plating), promuovendo una maggiore trasparenza in merito ai requisiti nazionali aggiuntivi e al loro impatto. In tal senso si vuole introdurre un meccanismo di ‘revisione ed eliminazione’ nell’ambito del Semestre europeo, per aiutare gli Stati membri a individuare e affrontare i casi di sovrapposizione normativa, nel rispetto dei Trattati.
Più degli annunci di ciò che verrà salta però agli occhi la lista dei provvedimenti legislativi che la Commissione europea ha deciso di ritirare. Si tratta di un totale di 18 tra proposte di regolamento, direttive e comunicazioni gli Stati membri che vengono cancellate dall’agenda dei lavori per l’impossibilità di raggiungere accordi.
Unione bancaria, energia, green deal: cosa sparisce dal tavolo
Nella lista dei provvedimenti che non ci saranno più risalta la proposta per una schema europeo di garanzia dei depositi (EDIS), uno degli elementi chiave del progetto di unione bancaria da troppo tempo in sospeso. “Il fascicolo è all’esame dei colegislatori da oltre 10 anni e sarà sostituito dalle proposte sulla competitività del settore bancario, previste per il primo trimestre del 2027″, recita la nota che giustifica la scelta di accantonare definitivamente il progetto.
Ancora, viene tolta dal tavolo la proposta di direttiva che stabilisce norme relative alla tassazione delle imprese in presenza di una significativa presenza digitale. Il motivo? Il dossier è in sospeso presso il Consiglio da oltre otto anni (l’ultima discussione risale al 2019), e a detta della Commissione “è improbabile che ottenga il sostegno del Consiglio entro un lasso di tempo ragionevole, tanto più che le questioni fiscali richiedono l’unanimità”.
In piena crisi energetica e con in corso un ragionamento sulla tassazione degli extra-profitti delle compagnie energetiche l’esecutivo comunitario elimina la proposta di direttiva volta a ristrutturare il quadro dell’Unione per la tassazione dei prodotti energetici e dell’energia elettrica. Motivo della scelta analogo al file sulla tassazione delle imprese: “Il dossier è in sospeso presso il Consiglio da oltre cinque anni […]. È improbabile che il dossier ottenga sostegno in sede di Consiglio entro un lasso di tempo ragionevole, tanto più che le questioni fiscali richiedono l’unanimità”.
Deroghe alle norme ambientali e approvazioni tacite, l’Omnibus per la difesa al voto dell’Aula
A Bruxelles si rinuncia anche alla direttiva sulle asserzioni ambientali (Green Claims Directive), in sospeso da oltre oltre tre anni e che si considera ‘morta’: “I tentativi compiuti dalla presidenza del Consiglio nel 2025 per far avanzare le discussioni non hanno avuto successo ed è improbabile che il dossier ottenga il sostegno del Consiglio entro un lasso di tempo ragionevole”.
La lista fin qui è un atto di accusa nei confronti degli Stati membri. La Commissione specifica chiaramente come le proposte legislative siano state rese inutili per la resistenza dei governi nazionali. Ma ci sono alcune iniziative che il team von der Leyen elimina per le distanze inconciliabili tra Consiglio e Parlamento UE. E’ il caso della direttiva sulle associazioni europee transfrontaliere, ritirata perché dopo oltre tre anni appare “improbabile che si riesca a raggiungere un accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio entro un lasso di tempo ragionevole”. Lo stesso vale per il progetto di direttiva relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che soggiornano a lungo termine, e la proposta di regolamento concernente misure nei confronti degli operatori di trasporto che agevolano o partecipano alla tratta di esseri umani o al traffico di migranti.
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