Bruxelles – Da Bruxelles si guarda con speranza e ottimismo alla nuova conformazione delle istituzioni statunitensi uscite dal voto di metà mandato di ieri, 3 novembre. La responsabile della diplomazia europea, Kaja Kallas, prende atto del fatto che “gli elettori statunitensi hanno espresso chiaramente la loro scelta”. L’Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza confida che l’esito delle urne possa tramutarsi in una postura più a favore dell’Ucraina. “Spero che il nuovo Congresso e il nuovo Senato continuino a sostenere l’Ucraina e ad esercitare una maggiore pressione sulla Russia“, afferma durante la conferenza stampa di presentazione dello stato di avanzamento dell’allargamento UE. “Sapete, l’Europa e gli Stati Uniti insieme sono molto più forti, è importante trasmettere chiaramente questi messaggi alla Russia, esercitando questa pressione affinché metta fine a questa guerra. Quindi vediamo cosa succederà ora”, aggiunge.
Kallas è la prima dei vertici UE a esprimersi sul voto americano, mentre dall’Eurocamera il capodelegazione del PD, Nicola Zingaretti, bolla l’esito come “più di una sconfitta elettorale”. Per Zingaretti, “la destra ha un progetto per distrugggere il presente che spesso non piace alle persone, ma non per costruire un futuro migliore. Le persone avendo provato Trump lo hanno capito, hanno detto no e hanno scelto di nuovo la speranza. L’odio, la guerra, l’autoritarismo e la legge del più forte le paure le aumentano non le sconfiggono”. Secondo il capodelegazione dem, “questo è lo spazio ora per la sinistra nel mondo, non difendere il presente ma costruire un ordine nuovo mettendo al centro la dignità umana e il pianeta”.
l’eurodeputato del PD, Brando Benifei, presidente della Delegazione per le Relazioni con gli Stati Uniti del Parlamento europeo, sottolinea che “il passaggio della maggioranza del Congresso dai Repubblicani ai Democratici rappresenta un segnale politico inequivocabile: il popolo americano vuole voltare pagina rispetto all’agenda di Donald Trump“. Secondo il dem, “dal caro vita alla guerra in Iran, dalle politiche repressive in materia di diritti civili e cittadinanza alle operazioni dell’ICE, emerge una richiesta di discontinuità che il nuovo Congresso dovrà tradurre in azione”. Ora “è fondamentale che torni a esercitare pienamente le proprie prerogative costituzionali, dopo anni di continue forzature dell’esecutivo, anche sul terreno del diritto internazionale”. Benifei ha rivolto i suoi “auguri di buon lavoro ai nuovi membri del Congresso e del Senato americano” e auspicato che “questa nuova legislatura segni un rilancio del confronto e della cooperazione tra le nostre istituzioni” perché “il rapporto transatlantico resta imprescindibile per la sicurezza europea, la competitività delle nostre economie e il benessere dei nostri cittadini e delle nostre imprese”. Tra i punti in agenda, per Benifei deve esserci il “progressivo ritorno allo zero-for-zero sui dazi”, il “rafforzamento del sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa”, “l’impegno per una soluzione alla crisi in Medio Oriente” e “la cooperazione strategica su minerali critici e semiconduttori”.
In una nota, il Movimento 5 stelle al Parlamento europeo sottolinea che “alle elezioni americane del midterm si sono affermati candidati che hanno fatto campagna elettorale scommettendo sulla pace, sulla giustizia sociale e sulla lotta al carovita e alla corruzione”. Dunque, “è questo il messaggio che arriva dagli Stati Uniti e che in Europa dobbiamo saper raccogliere”, si legge. “Una nuova stagione può affermarsi anche nel nostro continente e nel nostro Paese, dove nel 2027 si terranno importanti elezioni nazionali, destinate a incidere profondamente sugli equilibri politici e istituzionali”, prosegue. “Cavalcheremo con coraggio e ambizione questa nuova onda e manderemo a casa il governo Meloni che è stata in questi quattro anni una sbiadita fotocopia dell’amministrazione Trump”, aggiungono gli eurodeputati pentastellati. In particolare, il parlamentare europeo Pasquale Tridico (M5s) si rivolge alla Commissione europea della presidente Ursula von der Leyen: “È arrivato il momento di fare leva su questo diffuso malcontento per costringere l’amministrazione Trump a rinegoziare lo scellerato accordo sui dazi firmato in Scozia“.
In disaccordo Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo. “Ieri i cittadini americani hanno espresso un verdetto chiaro e inequivocabile, di cui prendiamo atto come sempre con rispetto. La sinistra invece, non essendo riuscita finora a vincere una sola elezione degna di nota in Italia, corre a intestarsi il risultato per cercare di costruire inesistenti analogie tra le midterm americane e la futura campagna elettorale italiana”, commenta. “Nel frattempo Giorgia Meloni, forte di un consenso che dopo quattro anni di governo non ha eguali tra i leader occidentali, continuerà a lavorare per rinsaldare il legame transatlantico. Al contrario di quanto avviene a sinistra, per noi questo legame prescinde dal colore politico dell’amministrazione in carica e delle maggioranze al Congresso. E così continuerà ad essere anche dopo il voto di ieri”, conclude Fidanza.


![Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump [foto: Molly Riley/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/11/Imagoeconomica_2830139-350x250.jpg)







