Un ponte aereo per evacuare i lavoratori europei dalle zone dell’Africa più colpite dal virus Ebola. È una delle azioni che l’Ue ha deciso di mettere in atto di fronte all’aggravarsi dell’epidemia. Il ponte, attivo da oggi, funzionerà nelle due direzioni: da un lato faciliterà la consegna di beni di prima necessità e dall’altra opererà il recupero del personale presente in Liberia, Guinea e Sierra Leone. L’operazione costa 4 milioni di euro di cui uno è stato destinato all’Unicef per effettuare le consegne di materiali essenziali verso questi Paesi. Il primo di tre Boeing 747 è decollato oggi da Amsterdam per portare cento tonnellate di beni tra cui dispositivi di protezione individuale (soprattutto maschere e guanti), medicinali e altro materiale sanitario.
Con gli altri tre milioni si metterà invece in piedi una “catena di evacuazione sanitaria” che permetterà ai lavoratori internazionali che si trovino in Africa occidentale e che abbiano contratto il virus, di essere evacuati in aereo in meno di 48 ore per essere curati in ospedali europei attrezzati per fare fronte al virus. Certo la questione nasconde non pochi aspetti delicati che devono essere ancora discussi con gli Stati membri, spiega il portavoce della Commissione europeo, Frederic Vincent: “La domanda chiave – ammette – è quando rimpatriare qualcuno e su questo c’è un dibattito in alcuni Paesi, ad esempio la Spagna”. Il dubbio è: una persona va rimpatriata “quando è già malata? A che stadio? Dopo quanto tempo che ha contratto il virus?”. Su questo, spiega il portavoce, “sono i dottori e i medici sul campo che devono decidere cosa fare”.
“Siamo impegnati in una lotta contro il tempo per lottare contro il virus Ebola”, spiega la commissaria alla cooperazione, Kristalina Georgieva. Solo per questo, spiega, “la Commissione europea si è impegnata a sbloccare circa 180 milioni di euro per aiutare i Paesi toccati”. Ma il finanziamento, continua, non è sufficiente, per questo “di concerto con alcuni Stati membri abbiamo mobilitato un aiuto in natura che comprende soprattutto materiale e personale medico”.


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