In quanto maestra nella tecnica di camminare sui carboni ardenti Violeta Bulc è abituata ai percorsi accidentati. Ma quella che attende la nuova commissaria designata slovena è anche una corsa contro il tempo. Arrivata l’ufficialità della nomina dal governo di Lubiana, ora Bulc lunedì deve affrontare, come da prassi, un colloquio con Jean-Claude Juncker. Solo allora il Presidente eletto della Commissione Ue deciderà se darle il via libera e in che ruolo. “Il portafoglio della commissaria designata sarà determinato solo dopo il colloquio, non prima”, ha spiegato il portavoce del lussemburghese, Margaritis Schinas.
Se il via libera arriverà si dovrà attendere la conferenza dei presidenti del Parlamento europeo, la cui data non è stata ancora fissata ma si pensa a martedì, per decidere quando e in che modo svolgere l’audizione della nuova commissaria. Vista la quasi nulla esperienza politica di Bulc sembra scontato che non le possa essere affidato lo stesso ruolo immaginato per Alenka Bratusek, ovvero quello di vicepresidente dell’esecutivo all’Unione energetica. Si preannuncia quindi un cambio di caselle, con l’ipotesi di uno scambio con un altro commissario, sembra quello ai Trasporti, Maros Sefcovic. Sefcovic dovrebbe in quel caso svolgere anche lui un’altra audizione, seppure nella formula più snella dello ‘scambio di vedute’ (che dura soltanto un’ora, invece delle tre ore dei normali hearings), un esame che, vista la sua esperienza da vicepresidente nell’esecutivo Barroso e la stima di cui gode nell’Aula, dovrebbe passare facilmente.
Qualsiasi portafoglio venisse affidato a Bulc è chiaro che avrebbe davvero pochissimo tempo per prepararsi alle domande degli eurodeputati che si preannunciano stringenti visto lo scontro in atto tra popolari e socialisti da una parte e liberali dall’altra. Si potrebbe comunque mettere l’audizione in agenda nella settimana della Plenaria di Strasburgo (il 20 o il 21 ottobre), in questo modo se Bulc dovesse ottenere il via libera dell’Aula si potrebbe andare al voto di fiducia, come previsto, il 22 ottobre. Ma che tutte queste caselle si mettano al loro posto con tanta facilità non è affatto scontato. “Il rischio di un rinvio” della votazione di fiducia a novembre “esiste con un calendario così stretto, ma stiamo lavorando duramente per ridurlo al minimo”, ha ammesso il portavoce di Juncker.




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