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    Home » Politica Estera » L’Ue è ferma sulle sanzioni ai coloni israeliani estremisti perché serve l’unanimità. Ma dopo la Francia altri Paesi sono pronti

    L’Ue è ferma sulle sanzioni ai coloni israeliani estremisti perché serve l’unanimità. Ma dopo la Francia altri Paesi sono pronti

    A più di due mesi dall'annuncio dell'Alto rappresentante Ue, pochi i passi avanti concreti. Anche Spagna, Belgio e Irlanda pronti a procedere autonomamente e vietare l'ingresso ai coloni israeliani sul proprio territorio. Tajani: "Se ci saranno sanzioni europee non ci opporremo"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    19 Febbraio 2024
    in Politica Estera
    coloni israeliani

    La colonia israeliana di Har Homa

    Bruxelles – Del piano annunciato più di due mesi fa dall’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, di imporre un regime di sanzioni europee contro i coloni israeliani estremisti, non c’è ancora traccia. Ostaggio della regola dell’unanimità che vige tra i 27, l’Ue rimane ferma nella paradossale condizione di voler ridare vigore alla soluzione dei due Stati ma contemporaneamente non fare nulla contro chi ne mette a repentaglio le fondamenta.

    “Se vogliamo mantenere la nostra credibilità, dobbiamo denunciare ciò che sta accadendo in Cisgiordania”, ha avvertito ancora una volta Borrell al suo arrivo al Consiglio Ue Affari esteri a Bruxelles. Ma il consenso non c’è ancora. I due Paesi ancora restii sono Ungheria e Repubblica Ceca, ma tanto basta per lasciare l’Ue immobile davanti alla crisi israelo-palestinese. Al di là delle sanzioni ai coloni che si macchiano di violenze contro le comunità palestinesi: dal vertice dei ministri degli Esteri è uscito un comunicato in cui 26 Paesi membri “richiedono una pausa umanitaria immediata che porti a un cessate il fuoco sostenibile, alla liberazione degli ostaggi e alla fornitura continua di assistenza umanitaria”. Anche qui a 26, non a 27.

    Ma alcuni Paesi membri sono pronti a forzare la mano, per quanto una mossa individuale non possa avere lo stesso peso di una posizione presa dal blocco. A dare l’esempio la Francia, che già una settimana fa ha vietato l’ingresso sul suolo nazionale a 28 cittadini israeliani colpevoli di violenze nella West Bank. E oggi, anche i ministri di Spagna e Belgio hanno paventato lo strappo. José Manuel Albares, ministro degli Affari esteri spagnolo, ha dichiarato che “se non si arriverà a un accordo nell’Ue Madrid sarà pronta a procedere unilateralmente“, mentre  l’omologa belga, Hadja Lahbib, ha annunciato che il Belgio – che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue – ha “deciso di adottare delle sanzioni contro i coloni estremisti e diversi Paesi europei sono pronti a seguirci. Vedremo se potremo andare avanti a Ventisette in merito”.

    Anche da Dublino sono pronti a proseguire da soli, ha dichiarato il ministro degli Esteri Micheál Martin, esprimendo “rammarico” per la mancanza di consenso unanime in seno all’Ue. L’Italia si è mostrata possibilista, ma solo a una decisione comune: il vicepremier Antonio Tajani ha spiegato che Roma “si riconosce nella posizione adottata dal G7 che condanna i coloni e le violenze perpetrate” e che “se ci saranno sanzioni europee non ci opporremo“. Dopo che una decisione in tal senso è già stata presa dai principali alleati occidentali, Stati Uniti e Regno Unito, l’Ue appare già in ritardo. Soprattutto alla luce dei dati dell’ufficio delle Nazioni Unite Ocha-Opta: dal 7 ottobre 2023 sono stati registrati 558 attacchi di coloni israeliani contro palestinesi che hanno causato vittime palestinesi (50 incidenti), danni a proprietà di proprietà palestinese (447 incidenti) o sia vittime che danni a proprietà (61 incidenti).

    Tajani ha anche sottolineato che contemporaneamente l’Ue sta lavorando a nuove sanzioni su Hamas, e qui l’unanimità ci sarebbe già. Il capo della diplomazia europea Borrell ha tagliato corto in conferenza stampa: “Abbiamo deciso di continuare a lavorare su come procedere contro gli estremisti violenti e contro le violazioni dei diritti e le violenze sessuali di Hamas”, ha concluso.

    Tags: gazaisraele

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