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    Home » Economia » Una “Brexit” costerebbe a Londra oltre 300 miliardi di euro

    Una “Brexit” costerebbe a Londra oltre 300 miliardi di euro

    Secondo uno studio di Bertelsmann Stiftung e Ifo Institut se la Gran Bretagna lascerà davvero l'Ue nel lungo termine darà un duro colpo alla propria economia

    Renato Giannetti di Renato Giannetti
    27 Aprile 2015
    in Economia

    Bruxelles – Uscire dall’Unione europea è tutto fuorchè un affare per il Regno Unito. E’ la conclusione a cui giungono il think tank Bertelsmann Stiftung e Ifo Institut nello studio “Una BREXIT può costare caro”. Già dal titolo si può capire a cosa va incontro il popolo britannico se nel referendum promesso dal premier David Cameron dovessero imporsi i favorevoli a un abbandono dell’Ue. Un’uscita dall’Unione europea costerebbe al Paese oltre 300 miliardi di euro. Assumendo che il Regno Unito decida di dire addio all’Ue e che ne esca nel 2018, lo studio calcola in dodici anni il periodo necessario per vedere le conseguenze complete di un simile scenario. Nel 2030 si calcola che per via dell’isolamento commerciale che deriverebbe dall’uscita del mercato unico potrebbe generare una diminuzione del Pil nazionale fino al 14% dei livelli attuali, pari a circa 313 miliardi di Euro in meno su scala nazionale o a 4.850 Euro pro-capite. A fronte di questi costi, i benefici per il governo di Londra sarebbero minimi. I risparmi che deriverebbero dal mancato contributo al bilancio dell’Ue sarebbero pari allo 0,5% del Pil nazionale (quanto paga Londra oggi), decisamente poco per assorbire i contraccolpi economici, “anche nel caso del miglior scenario possibile”.

    Ma un’eventuale uscita del Regno Unito sarebbe un problema economico anche per tutti gli altri Ventisette. Con uno Stato membro in meno, gli altri sarebbero chiamati a mettere di più per finanziare il funzionamento dell’Ue, per compensare il buco di bilancio che verrebbe ad aprirsi con l’uscita di Londra. Ad esempio solo la Germania dovrebbe pagare 2,5 miliardi di risorse extra all’anno per compensare le perdite del contributo finanziario britannico. Alla Francia – Paese con problemi di deficit e dunque di spesa – l’addio britannico costerebbe 1,8 miliardi di euro in più all’anno, mentre l’Italia ogni anno dovrebbe contribuire con 1,3 miliardi in più rispetto a quanto fa oggi. Ma secondo Bertelsmann Stiftung a pagare il conto più salato – con assorbimenti di perdite da Brexit sopra la media – sarebbero Irlanda, Lussemburgo, Belgio, Svezia, Malta e Cipro.

    “Da una prospettiva meramente economica una Brexit è una sconfitta per tutti, in Europa”, sintetizza Aart De Geus, presidente di Bertelsmann Stiftung, per il quale “al di là delle conseguenze economiche un’uscita del Regno Unito sarebbe una dura battuta d’arresto sia per l’integrazione europea sia per il ruolo dell’Ue nel mondo”.

    Per saperne di più:
    – Leggi lo studio completo

    Tags: brexitGran Bretagnareferendum britannicoue

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