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    Home » Politica Estera » È in ritardo la partenza dei primi aiuti dal corridoio marittimo per Gaza

    È in ritardo la partenza dei primi aiuti dal corridoio marittimo per Gaza

    L'imbarcazione dell'ong Open Arms, già caricata con 200 tonnellate di cibo, è ancora ferma nel porto di Larnaca a Cipro. Avrebbe dovuto salpare entro il fine settimana, ma secondo fonti diplomatiche il ritardo è dovuto ad "alcune considerazioni tecniche" e la nuova partenza "è prevista entro poche ore"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    11 Marzo 2024
    in Politica Estera
    cipro gaza

    The Open Arms vessel, carrying two-hundred tonnes of food aid to Gaza, is seen docked in the Cypriot port of Larnaca on March 9, 2024 (Photo by Iakovos Hatzistavrou / AFP)

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    Bruxelles – Per ora, le 200 tonnellate di viveri da spedire il più in fretta possibile a Gaza rimangono ferme al porto di Larnaca, a Cipro. L’apertura del corridoio marittimo cipriota, annunciata venerdì 8 marzo con la visita nell’isola della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si inceppa ancor prima di diventare realtà. La nave dell’ong Open Arms resta attraccata “a causa di alcune considerazioni tecniche”, precisano fonti diplomatiche. Ma la nuova partenza sarebbe “prevista entro poche ore”.

    corridoio marittimo cipro gaza
    Níkos Christodoulídis, Ursula Von der Leyen a Larnaca, 11/03/24

    Nelle “prossime ore” è anche la formula usata già ieri dal portavoce del governo di Nicosia, Konstantinos Letymbiotis, per comunicare all’agenzia stampa nazionale (Cna) un primo dilatamento delle tempistiche previste. Aggiungendo che non avrebbe reso pubblica l’ora esatta per motivi di sicurezza. Il portavoce del governo cipriota ha inoltre dichiarato che “la nave è stata controllata, come richiesto, dalle autorità della Repubblica di Cipro in conformità con tutti i protocolli previsti dalla pianificazione”. In coordinamento ufficiale con Tel Aviv e in presenza di rappresentanti di Israele.

    Un rallentamento dovuto, secondo quanto riportato dalla Cna, dal fatto che “la piattaforma a Gaza che riceverà le gli aiuti umanitari trainati dalla nave non è ancora pronta”. Il portavoce capo della Commissione europea, Eric Mamer, ha dichiarato che “esistono diversi modi in cui può essere scaricata una nave”, a seconda “della dimensione, del carico, delle condizioni meteo e di sicurezza”. Confermando che “esiste un piano per scaricare gli aiuti” indipendentemente dall’iniziativa degli Stati Uniti di costruire un molo temporaneo. Il porto galleggiante “sarà di aiuto per scaricare carichi più pesanti una volta che sarà operativo”, ha proseguito Mamer. Non prima di sei settimane, prevedono da Washington.

    Fonti di Open Arms avrebbero dichiarato all’Agenzia spagnola Efe che per scaricare le quasi 200 tonnellate di farina, riso e cibo in scatola direttamente sulle spiagge di Gaza è stata prevista la costruzione di un frangiflutti nella zona di arrivo. A quel punto, la distribuzione passerebbe dalle mani dei partner internazionali sul campo: agenzie Onu come l’Unrwa, il World Food Programme e l’Oms, ma anche la Croce rossa internazionale e la Mezzaluna Rossa.

    Tags: ciprogazaopen arms

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