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    Home » Politica » Salini lascia Ncd e sceglie Forza Italia: “Ricostruiamo il centrodestra”

    Salini lascia Ncd e sceglie Forza Italia: “Ricostruiamo il centrodestra”

    L'europarlamentare ed ex presidente della Provincia di Cremona vuol lavorare a "un grande partito di governo che rilanci la cultura liberale e cattolica"

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    25 Settembre 2015
    in Politica
    salini

    Massimiliano Salini con Silvio Berlusconi e Antonio Tajani

    Intervista di Roberto Bettinelli per l’informatore.eu

    L’incontro ad Arcore con Silvio Berlusconi e Antonio Tajani l’ha convinto definitivamente. Massimiliano Salini, ex presidente della Provincia di Cremona ed eurodeputato eletto nelle liste di Ncd, da tempo provava insoddisfazione verso una «linea politica ambigua, non chiara, esattamente l’opposto di ciò che la gente continua a chiedere alla politica». Così giovedì 24 settembre ha rotto gli indugi. Insieme al vice presidente del Ppe Tajani, uno degli uomini più vicini a Berlusconi e tra i più stimati di Forza Italia, ha raggiunto la residenza di Arcore. Ad attenderlo c’era il fondatore del partito azzurro. Con le braccia aperte. Poi è stata ufficializzata la notizia del suo addio a Ncd. Il primo lancio dell’Ansa alle 18.15. Il giorno dopo l’intervista nelle pagine nazionali de Il Giornale. «La situazione è diventata insostenibile per molti. Io, a differenza di altri, ho deciso».

    Che cosa le ha detto Berlusconi?
    «E’ molto motivato – spiega Salini – e vuole andare avanti per sostenere la prospettiva di un partito liberale che possa finalmente dare all’Italia ciò che nemmeno Renzi sta dando. Ossia un contesto favorevole alle imprese e al lavoro dove i cittadini non si sentano schiacciati da una concezione statalista e dirigista della cosa pubblica. Dove i veri protagonisti siano i cittadini e chi ha voglia di fare».

    Come si è lasciato con Alfano?
    «Nessuna polemica, già all’inizio dell’estate avevo detto pubblicamente nella direzione nazionale che non condividevo la deriva di sinistra che ormai stava prendendo il partito. Un conto è collaborare su temi specifici e un conto è fare in modo che un progetto nato per ricostruire il centrodestra venga collocato in subordine alla strategia del Pd».

    Collabora molto con Tajani. E’ stato lui a invitarlo in Forza Italia?
    «Antonio è un politico capace, serio e di grandi relazioni. In Europa non abbiamo mai ravvisato un solo punto di discordia. Anzi, fin dalle prime votazioni c’è stata piena armonia nel  giudizio e nelle posizioni. Il contesto è facilitato dalla presenza di un grande partito come il Ppe nel quale militiamo entrambi. Esattamente c’è che dobbiamo costruire in Italia».

    Che cosa ha in mente?
    «Un grande partito di governo che rilanci la cultura liberale e cattolica. Forza Italia mi sembra il luogo dove sia possibile alimentare un percorso che uomini intraprendenti della società civile hanno iniziato intercettando i bisogni e le speranze di milioni di italiani. Ora bisogna proseguire con nuova linfa e farsi carico di una missione che deve consegnare al Paese un’alternativa vera alla sinistra e al Pd».

    Le riforme di Renzi non la convincono?
    «Renzi legifera in continuazione ma dire che le sue siano riforme, ossia azioni di rottura e di profonda revisione dell’esistente, non mi sembra corretto. Prendiamo ciò che è avvenuto con la modifica della Costituzione e il superamento del bicameralismo perfetto. La riforma del centrodestra del 2006, non a caso votata a maggioranza in due regioni all’avanguardia come Lombardia e Veneto, era molto più organica, ragionata e incentrata sulla formula del premierato. Una soluzione che rafforzava la governabilità, diminuiva il numero dei parlamentari e rispettava lo spirito costituente che è all’origine della nostra Repubblica».

    Quella di Renzi invece?
    «Il combinato disposto tra legge elettorale e legge costituzionale rafforza soprattutto il Pd con un impianto prevalentemente partitocratico. Per vincere il partito di Renzi dovrà allargarsi a dismisura, come peraltro sta avvenendo, reclutando di tutto e di più. Diventerà, di fatto, ingovernabile».

    Nell’intervista pubblicata su Il Giornale è stato descritto come l’uomo delle sfide impossibili. E’ una definizione che le piace?
    «Non mi piace vincere facile, questo è vero. Non era semplice sottrarre la Provincia alla sinistra la prima volta che mi sono candidato e non è stato semplice conquistare il seggio alle europee. So che in tanti mi davano sconfitto in partenza. Ma non ho mollato».

    Come crede che sarà accolto sul territorio il suo ingresso in Forza Italia?
    «Chi mi conosce sa che quando sposo un progetto, politico o no, vado fino in fondo. Sono a disposizione per dare il mio contributo. Credo di poter essere utile. E a differenza dei professionisti che vivono solo di incarichi e soldi pubblici senza aver mai fatto un’ora della loro vita in un’azienda, amo confrontarmi con la realtà. Ogni venerdì, quando torno da Bruxelles, visito le aziende del mio collegio che si estende su quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Incontro gli imprenditori. Vivo a contatto con chi lavora per sé e per gli altri. Mi immedesimo nelle loro vite. Tocco con mano i loro prodotti. Ascolto le loro preoccupazioni e le loro strategie. E’ un rapporto autentico che mi obbliga ad essere responsabile davanti a chi fa, ogni giorno, sacrifici che i politici di professione neanche pensano possano esistere. In Forza Italia porto questa esperienza. Non credo sia poco».

    ***

    Ecco di seguito un post pubblicato oggi da Salini sul suo sito:

    ECCO PERCHÉ HO SCELTO DI STARE CON FORZA ITALIA

    Le ragioni di una scelta non facile, ma dettata da ciò che ritengo più giusto per il bene del Paese

    Di certo non è stato facile, ma sono sicuro che sia stata la cosa giusta da fare. Così come fu giusto sostenere responsabilmente il governo Monti e Letta quando il nostro Paese si trovava sull’orlo del baratro. La politica, si sa, è fatta di scelte, a volte dolorose. Personalmente ritengo che le mie possano essere discutibili quanto si vuole, ma non tacciabili di tradimento. Non sono io ad aver tradito il mandato per cui gli elettori del centrodestra mi hanno votato, ossia quello di rappresentare una politica che sia autenticamente alternativa alla sinistra e non di compromesso con questa.

    Da troppo tempo numerosi amici elettori mi chiedono giustamente conto delle scelte compiute dal Nuovo Centro Destra, partito nel quale sono fiero di aver militato e dei cui membri continuo ad essere amico, ma che oggi, a mio modo di vedere, sta perdendo la propria identità.

    Il governo in carica non ha i presupposti né lascia lo spazio per intraprendere politiche autenticamente liberali che mettano il cittadino al centro anziché lo Stato. Lo abbiamo visto con le riforme da equilibristi del Governo Renzi, che non hanno rappresentato il minimo passo avanti in tale direzione.

    Ora è necessaria una politica chiara, con un centrodestra e un centrosinistra ben distinti, avversari leali che si fronteggino con le rispettive idee di Governo, non una brutta copia del Pentapartito.

    L’Italia ha bisogno di riforme serie, autentiche, che tengano conto dell’anima liberale e cristiana del Paese, che deleghino il ruolo dello Stato a quello di controllore e non di competitor imprenditoriale o, peggio, di invadente macchina burocratica che frena lo sviluppo.

    Aprirsi al mercato, a una scuola libera, rispondere ai problemi di sicurezza che oggi urgono più che mai, rilanciare le imprese, le infrastrutture e il turismo. Queste sono le vere priorità per il nostro Paese. Per attuarle non servono compromessi, ma posizioni chiare.

    Credo fermamente che oggi Forza Italia rappresenti una solida base per recuperare il consenso di quegli elettori di centrodestra che preferiscono astenersi dall’andare a votare perché scoraggiati da una politica che troppo spesso li ha delusi.

    Il mio lavoro sarà sempre orientato in questa direzione: obbedire a coloro che mi hanno eletto perché credono in una politica liberale, cristiana e davvero alternativa al centrosinistra.

     

    Tags: forza italiaMassimiliano SaliniNcd

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