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    Home » Politica » Romania, la leader liberale Elena Lasconi scaricata dal suo partito

    Romania, la leader liberale Elena Lasconi scaricata dal suo partito

    Ad un mese scarso dalla riedizione del primo turno delle presidenziali, la dirigenza dell’Usr di centro-destra ha sparigliato le carte in tavola mollando la propria candidata e sostenendo il sindaco di Bucarest, Nicușor Dan, che i sondaggi danno più vicino al ballottaggio

    Francesco Bortoletto</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/bortoletto_f" target="_blank">bortoletto_f</a> di Francesco Bortoletto bortoletto_f
    10 Aprile 2025
    in Politica
    Elena Lasconi

    La leader dell'Usr Elena Lasconi (foto: Mihai Barbu/Afp)

    Bruxelles – Il processo elettorale romeno sembra sempre più un pasticciaccio brutto, che continua a peggiorare. Dopo lo storico annullamento del primo turno delle presidenziali e l’esclusione del candidato favorito, l’outsider ultranazionalista Călin Georgescu, ora le scosse hanno raggiunto anche la galassia liberal-democratica. Elena Lasconi, la candidata dell’Usr di centro-destra, è stata messa all’angolo dai vertici del suo stesso partito, che temono un’eccessiva frammentazione del fronte europeista a tutto vantaggio dei candidati dell’estrema destra e hanno deciso di sostenere l’ex collega Nicușor Dan. Ma la leader della formazione liberal-conservatrice non sembra intenzionata a farsi da parte.

    Da Bucarest arriva l’ennesimo colpo di scena nella saga quasi fantascientifica delle elezioni presidenziali. Il Paese balcanico ha creato un precedente storico quando, lo scorso dicembre, la Corte costituzionale ha deciso di annullare l’intero primo turno del voto sulla base di rapporti dell’intelligence circa influenze russe. Il candidato indipendente Călin Georgescu, proveniente dall’area della destra radicale sovranista, euroscettica e pro-Cremlino, è poi stato formalmente estromesso dalla competizione elettorale, riprogrammata per il prossimo 4 maggio.

    Il suo capitale politico è stato raccolto dall’altra figura di spicco dell’ultradestra nazional-populista e filorussa: George Simion, leader del partito Aur (affiliato ai Conservatori dell’Ecr a Strasburgo), che i sondaggi danno ora in netto vantaggio sui contendenti, com’era stato il caso anche per Georgescu fino ad un mese fa. Le cifre esatte variano sensibilmente da una rilevazione all’altra, ma in media Simion è accreditato con circa il 32 per cento dei consensi, mentre nel dintorno del 17-20 per cento si affollano in tre.

    George Simion
    Il leader dell’Aur, George Simion (foto: Daniel Mihailescu/Afp)

    C’è il sindaco della capitale, Nicușor Dan, uno dei fondatori dell’Usr che però si candida ora da indipendente. Poi c’è Crin Antonescu, un altro liberale di lungo corso (ma nelle fila del Pnl) e scelto come profilo unitario dalla coalizione di governo, composta appunto dal Pnl più i socialdemocratici del Psd e la minoranza ungherese dell’Udmr. Infine c’è Victor Ponta, ex premier socialista che si presenta anche lui da indipendente, ma stavolta con una piattaforma sovranista.

    Così, i quadri dell’Usr hanno annunciato che ritireranno il loro supporto a Lasconi per sostenere Dan, ufficialmente per non sparpagliare ulteriormente i voti del bacino elettorale di riferimento. Una decisione dell’ufficio nazionale del partito ha sancito ieri (9 aprile) la potenziale fine della corsa per la presidente dell’Usr, dopo che un sondaggio commissionato dalla stessa dirigenza le aveva dato un misero 4,1 per cento, significativamente sotto alla media delle altre rilevazioni (che si aggira comunque su cifre poco lusinghiere, intorno al 10 per cento).

    “Anche se è una decisione dolorosa per il partito, abbiamo votato per sostenere un candidato indipendente alla presidenza della Romania”, ha dichiarato Dominic Fritz, sindaco di Timisoara e numero due dell’Usr, esortando anche il Psd e il Pnl ad appoggiare il primo cittadino di Bucarest onde evitare che il ballottaggio si trasformi in un derby sovranista tra Simion e Ponta.

    Nicusor Dan
    Il sindaco di Bucarest, Nicușor Dan (foto: Daniel Mihailescu/Afp)

    L’insediamento di uno dei due come capo di Stato, questo il ragionamento, potrebbe provocare non pochi problemi in un Paese chiave sul fianco orientale della Nato, che confina con l’Ucraina e affaccia sul Mar Nero. “Non possiamo permettere che ciò accada“, ha continuato Fritz, aggiungendo che Dan “è il candidato pro-europeo con le migliori possibilità di fermare questo scenario tossico“.

    Ma Lasconi – che al primo turno dello scorso novembre (poi annullato) era arrivata seconda col 19,18 per cento, qualificandosi per il ballottaggio – non ha preso molto sportivamente la mossa del suo vice. Definendo lui e gli altri dirigenti “un manipolo di traditori” e di “opportunisti“, ha rifiutato di dimettersi o anche solo di fare un passo di lato. “Non mi ritiro, continuerò a lottare“, ha dichiarato. Secondo lei, l’ufficio nazionale non dispone dell’autorità per scegliere o revocare i candidati, facoltà che spetterebbe invece al congresso del partito.

    Oggi si è riunito il comitato politico dell’Usr, e dovrebbe emergere una decisione finale. Fritz ha notato che, se venisse confermata la linea dell’ufficio nazionale, a Lasconi non rimarrebbero molte alternative alle dimissioni dalla presidenza. Al momento della pubblicazione, non sono giunti ulteriori aggiornamenti.

    Tags: Calin GeorgescuCrin AntonescuDominic FritzElena LasconiGeorge SimionliberaliNicusor Danpresidenziali romaniaUsrvictor ponta

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