Bruxelles – La Freedom Flotilla Coalition ci riprova e punta la Striscia di Gaza. Un’imbarcazione del collettivo che da quasi vent’anni si batte per i diritti del popolo palestinese, è salpata domenica 1 giugno da Catania e dovrebbe avvistare le coste mediorientali al più tardi il 7 giugno. Il condizionale è d’obbligo: la marina israeliana ha già affermato di essere pronta a fermare l’equipaggio della Madleen. Tra i dodici volontari, ci sono la nota attivista svedese Greta Thunberg e l’eurodeputata francese Rima Hassan.
Dal sistema di tracciamento fornito dal collettivo, nella tarda mattinata di oggi (4 giugno) l’imbarcazione sta fiancheggiando le coste dell’isola di Creta. Questa notte, un drone della Guardia Costiera Ellenica è stato avvistato mentre sorvolava la Madleen a circa 40 miglia dalle acque territoriali greche. Solo un mese fa, un’altra imbarcazione della Flotilla è stata messa fuori uso in acque internazionali al largo delle coste di Malta. Il collettivo ha immediatamente attribuito l’attacco, che non ha causato vittime né feriti, a droni israeliani. Nel 2010, andò molto peggio alla Mavi Marmara, sulla quale Israele aprì il fuco e su cui morirono dieci volontari della Freedom Flotilla.

Il collettivo, e in particolare Thunberg e Hassan, stanno rivolgendo appelli quotidiani ai governi occidentali “di garantire il passaggio sicuro alla Madleen e a tutte le navi umanitarie“, ai media “di riportare questa missione con accuratezza e integrità”, alla società civile “di rifiutare il silenzio e ad agire per Gaza”. Nella speranza che mantenere alta l’attenzione possa mettere pressione su Israele e fungere in definitiva da lasciapassare per raggiungere Gaza. Oggi la copresidente del gruppo della Sinistra al Parlamento europeo, Manon Aubry, in un post su X si è rivolta ai vertici delle istituzioni europee chiedendo di garantire la sicurezza del convoglio umanitario. “L’Ue non può restare in silenzio di fronte alle minacce al trasporto degli aiuti umanitari a Gaza”, ha affermato l’eurodeputata francese de La France Insoumise.

Del partito di sinistra radicale francese guidato da Jean-Luc Mélenchon fa parte Rima Hassan, prima eurodeputata palestinese della storia, nata nel 1992 in un campo profughi vicino ad Aleppo, in Siria, da una famiglia palestinese espulsa durante la Nakba del 1948. Arrivata in Francia all’età di dieci anni, Hassan ha ottenuto l’asilo politico e la cittadinanza francese una volta compiuta la maggiore età. Avvocata specializzata in diritto internazionale, ha alle spalle diversi anni di attivismo e si è distinta come una delle voci maggiormente critiche dei crimini israeliani nell’Aula di Strasburgo.
“Sono a bordo della Madleen perché il silenzio non è neutralità, è complicità. Il popolo palestinese a Gaza viene affamato e massacrato, e il mondo sta a guardare. Questa nave non trasporta solo aiuti, ma anche una richiesta: fine del blocco, fine del genocidio“, ha affermato Hassan. In un comunicato, la Freedom Flotilla Coalition ha sottolineato che si tratta di un “atto pacifico di resistenza civile” e che tutto l’equipaggio “è addestrato alla non violenza”. Hassan, sui suoi canali social, ha spiegato che i 12 sono stati ampiamente preparati a tutti i possibili scenari: dal peggiore, un attacco militare all’imbarcazione, all’arresto da parte delle autorità israeliane o da altri Paesi “alleati” che potrebbero intercettarli prima dell’arrivo a Gaza. Fino alla remota possibilità che possano effettivamente raggiungere le coste dilaniate dell’enclave palestinese.












