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    Home » Politica Estera » Dazi, arriva lo stop Ue di 6 mesi alle contromisure. “Usa ora attuino altri punti accordo”

    Dazi, arriva lo stop Ue di 6 mesi alle contromisure. “Usa ora attuino altri punti accordo”

    Prevista l'adozione domani, 5 agosto, tramite procedura urgente. Olof Gill: "L'Ue continua a collaborare con gli Stati Uniti per finalizzare una dichiarazione congiunta, come concordato il 27 luglio"

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    4 Agosto 2025
    in Politica Estera
    Bandiere degli Stati Uniti e dell'Unione europea [foto: Manzonetto/imagoeconomica]

    Bandiere degli Stati Uniti e dell'Unione europea [foto: Manzonetto/imagoeconomica]

    Bruxelles – Arriva un’altra tappa nel percorso di ‘pacificazione’ commerciale tra Unione europea e Stati Uniti d’America dopo l’accordo politico raggiunto lo scorso 27 luglio in Scozia dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente statunitense Donald Trump. Domani (5 agosto), l’esecutivo europeo adotterà le misure per sospendere per 6 mesi i contro-dazi che, a partire dal 7 agosto, avrebbero colpito 93 miliardi di beni provenienti dagli Stati Uniti d’America.

    L’annuncio è stato fatto oggi dal portavoce dell’esecutivo Ue, Olof Gill, che ha precisato che “l’Unione europea continua a collaborare con gli Stati Uniti per finalizzare una dichiarazione congiunta, come concordato il 27 luglio” scorso. “Con questi obiettivi in mente, la Commissione adotterà le misure necessarie per sospendere di 6 mesi le contromisure dell’Ue contro gli Stati Uniti, che avrebbero dovuto entrare in vigore il 7 agosto.

    L’adozione da parte della Commissione delle misure necessarie è prevista per domani, 5 agosto, tramite procedura d’urgenza“, precisa Gill. Attraverso il suo portavoce incaricato al Commercio, Palazzo Berlaymont ribadisce che l’accordo politico raggiunto “ripristina stabilità e prevedibilità per cittadini e imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico”. Non solo, per l’Ue l’intesa “garantisce l’accesso continuo alle esportazioni dell’Ue al mercato statunitense, preserva catene del valore transatlantiche profondamente integrate, salvaguarda efficacemente milioni di posti di lavoro e getta le basi per una cooperazione strategica continua tra Ue e Stati Uniti”.

    Dazi, Šefčovič difende l’accordo di von der Leyen con gli Usa. Ma i Ventisette non sono entusiasti

    Per la Commissione, l’Ordine Esecutivo emesso lo scorso 31 luglio da Washington “conferma il primo passo nell’attuazione dell’accordo, ovvero l’introduzione, dall’8 agosto, di un dazio unico e onnicomprensivo del 15 per cento sulle merci provenienti dall’Unione europea“. Dazio unico e onnicomprensivo perché, “a differenza di altri partner commerciali statunitensi, include le attuali aliquote della nazione più favorita (Npf, in media del 4,8 per cento con gli Usa), il che significa che non è previsto alcun cumulo oltre il limite del 15 per cento”.

    Quindi, a scanso di equivoci, Bruxelles vuole fare i conti e osserva che, “con questa iniziativa, l’Ue ottiene un’immediata riduzione dei dazi rispetto a quelli annunciati dagli Stati Uniti il 2 aprile, e si getta una prima importante base per ripristinare la chiarezza per le aziende dell’Ue che esportano negli Stati Uniti”. Ma in questo contesto la Commissione rileva un ‘però’: il fatto che ora sta a Washington attuare gli altri punti dell’intesa. Oltre al dazio unico e onnicomprensivo del 15 per cento, “gli altri elementi dell’accordo del 27 luglio devono ora essere attuati dagli Stati Uniti”, osserva ancora Gill. Tra questi figurano “l’impegno a ridurre i dazi della Sezione 232 sulle automobili e sui componenti di automobili importati dall’Ue a un’aliquota massima del 15 per cento, nonché il trattamento specifico concordato per alcuni prodotti strategici, ad esempio, aeromobili e componenti di aeromobili”, conclude.

    Un elemento che Bruxelles tiene a puntellare dal momento che l’Ordine Esecutivo statunitense affronta, sì, i dazi reciproci – fissando l’aliquota unica e onnicomprensiva del 15 per cento -, ma è silente rispetto agli altri elementi dell’accordo Ue-Usa: in particolare sull’impegno a ridurre i dazi statunitensi della Sezione 232 su automobili e componenti di automobili a un’aliquota massima del 15 per cento e a prevedere il trattamento specifico concordato per alcuni prodotti strategici, ad esempio, aeromobili e componenti di aeromobili.

    Dunque, all’opposto di quello che l’esecutivo Ue aveva spiegato nella sua nota stampa la settimana scorsa, dove precisava che in base all’accordo del 27 luglio “il limite del 15 per cento si applica anche alle automobili e ai relativi componenti, attualmente soggetti a un’aliquota tariffaria fino al 25 per cento con un’ulteriore tariffa Npf (Nazione più favorita, ndr) del 2,5 per cento, che garantisce un’immediata riduzione tariffaria” e che dal “primo agosto 2025, i dazi statunitensi su aeromobili e componenti di aeromobili dell’Ue, su alcune sostanze chimiche, su alcuni farmaci generici o sulle risorse naturali torneranno ai livelli precedenti a gennaio”.

    Tags: commerciodaziolof gillUe-Stati Uniti

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