Bruxelles – Impediva ai negozianti di vendere on-line e ai rivenditori di scegliere autonomamente il prezzo di vendita, e per questo Gucci è stata condannata dalla Commissione europea al pagamenti di un multa da oltre 119,6 milioni di euro. La nota casa di moda italiana ha attuato “pratiche anti-concorrenziali sui prezzi” contrarie alle regole dell’UE, denuncia la Commissione europea nell’annunciare la misura a carico del brand tipico del ‘made in Italy’ tanto caro ai consumatori europei.
Nella pratica Gucci provvedeva a fissare i prezzi di rivendita per i negozi, così da evitare prezzi più bassi e la concorrenza dei venditori al dettaglio. Inoltre, la stessa casa di moda ha imposto restrizioni alle vendite online per una specifica linea di prodotti, chiedendo ai propri rivenditori di interrompere la vendita online. Tutto questo in violazione delle norme comunitarie.
La condotta distorsiva è andata avanti da aprile 2015 ad aprile 2023, quando controlli a sorpresa condotti da parte dell’esecutivo comunitario hanno prodotto come effetto la fine di un comportamento scorretto ammesso e riconosciuto dallo stesso gruppo Gucci, che avendo scelto di collaborare si è visto ridotto l’importo della multa del 50 per cento, permettendo di vedersi comminare ‘solo’ 119.674.000 euro di ammenda.
“Questa decisione invia un forte segnale all’industria della moda e non solo: non tollereremo questo tipo di pratiche in Europa e la concorrenza leale e la tutela dei consumatori si applicano a tutti, in egual modo”, commenta Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva. “In Europa, tutti i consumatori, qualunque cosa acquistino e ovunque lo acquistino, online o offline, meritano i benefici di una vera concorrenza sui prezzi”.
Per la stessa politica di prezzi anti-concorrenziale anche Chloé e Loewe sono state multate dalla Commissione europea, per tre casi differenti di violazione della regole di concorrenza che si sono sovrapposte sia in termini di tempo sia in termini di tipo di irregolarità. L’esecutivo comunitario ha inflitto una multa da 19,7 milioni di euro e multa da 18 milioni di euro, rispettivamente, per Chloé e Loewe, portando quindi a 157 milioni di euro il totale delle multe ai tre diversi marchi di moda.
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