Bruxelles – “E’ probabile” che Meta occupi un posto dominante nel mercato dello Spazio economico europeo (“SEE”) per le applicazioni di comunicazione per i consumatori, in particolare tramite WhatsApp. La Commissione europea continua con l’inchiesta nei confronti del noto servizio di messaggistica avviata lo scorso dicembre, e annuncia l’imposizione di misure provvisorie volte a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato unico. Si tratta di azioni che l’esecutivo comunitario può adottare d’ufficio a verifiche in corso, a titolo precauzionale, fino al momento della chiusura delle indagini, che vanno avanti.
Le scelta di Meta e l’inchiesta UE
L’Antitrust a dodici stelle si è attivato a partire dal 15 ottobre 2025, quando Meta, la società che controlla WhatsApp, ha annunciato un aggiornamento dei termini di WhatsApp Business Solution, escludendo di fatto dall’applicazione gli assistenti di intelligenza artificiale (AI) generici di terze parti. Di conseguenza, dal 15 gennaio 2026, l’unico assistente AI disponibile su WhatsApp è lo strumento di Meta, Meta AI, mentre i concorrenti sono stati esclusi. La Commissione ha informato Meta che questa modifica della politica aziendale sembra, a prima vista, violare le norme dell’UE in materia di concorrenza. Oggi (9 febbraio) la decisione di imporre a Meta l’obbligo di sospendere i termini di WhatsApp Business Solution fino a fine indagini UE. Le misure coprono lo Spazio economico europeo, ad eccezione dell’Italia, dove l’Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana ha imposto misure provvisorie a Meta nel dicembre 2025.
“L’intelligenza artificiale sta portando innovazioni incredibili ai consumatori, e una di queste è il mercato emergente degli assistenti di intelligenza artificiale”, premette Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, convinta che “dobbiamo proteggere una concorrenza efficace in questo settore dinamico“. Questo, sottolinea, significa che “non possiamo permettere alle aziende tecnologiche dominanti di sfruttare illegalmente la loro posizione dominante per procurarsi un vantaggio sleale”. Ecco perché “stiamo valutando l’imposizione di misure provvisorie a Meta, per preservare l’accesso dei concorrenti a WhatsApp mentre l’indagine è in corso ed evitare che la nuova politica di Meta danneggi irreparabilmente la concorrenza in Europa”.
Niente divieti
Con le misure provvisorie si intima a Meta di astenersi dal chiudere il mercato agli altri operatori. La Commissione europea ritiene che WhatsApp in questa fase rappresenti “un importante punto di ingresso” per consentire agli assistenti di intelligenza artificiale generici di raggiungere i consumatori. La condotta di Meta “rischia di innalzare barriere all’ingresso e all’espansione, e di marginalizzare irreparabilmente i concorrenti più piccoli sul mercato degli assistenti di intelligenza artificiale generici”. Si intravede, in sostanza, il rischio di ricadute economiche sulle altre imprese operanti nel settore.
Meta avrà la possibilità di studiare le richieste della Commissione, con le obiezioni annesse, e chiedere un incontro per un confronto. Se al termine di questo confronto i servizi dell’esecutivo comunitario dovessero concludere che sussistono le condizioni per l’adozione di misure provvisorie, Bruxelles potrà adottare una decisione che impone tali misure.

![[foto: Mattia Calaprice/Wikimedia Commons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/12/Imagoeconomica_1783367-350x250.jpg)






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