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    Home » Economia » L’UE (ri)scommette sul mare: presentate le Strategie per l’industria marittima e per i porti

    L’UE (ri)scommette sul mare: presentate le Strategie per l’industria marittima e per i porti

    Il commissario europeo per i Trasporti Sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikōstas, ha indicato le linee guida per rafforzare la competitività, la sostenibilità e la sicurezza dell'industria marittima UE, mentre scatta l'allarme per il possibile aumento dei costi di trasporto dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz

    Giorgio Dell'Omodarme di Giorgio Dell'Omodarme
    4 Marzo 2026
    in Economia
    Il porto di Genova

    Il porto di Genova

    Bruxelles – Rafforzare la competitività, la sostenibilità e la sicurezza dell’intero settore marittimo europeo. Con questi obiettivi, sono state presentate oggi (4 marzo) le due Strategie della Commissione Europea per l’Industria Marittima e per i Porti. In quanto tali, le Strategie non rappresentano vere e proprie iniziative legislative e si limitano a fornire un quadro di visione a cui dare seguito con piani d’azione più concreti e proposte di legge.

    “L’Europa è un continente marittimo”, ha dichiarato il commissario per i Trasporti Sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikōstas, “e, ben prima dello sviluppo autostradale e ferroviario, era il mare che permetteva di connetterci tra noi europei e con il resto del mondo”. Tuttora, “tre quarti dell’import e dell’export UE si muovono via mare e, anche all’interno del Vecchio Continente, il 30 per cento del trasporto commerciale è di tipo marittimo”. Nonostante questi numeri, secondo il politico greco, l’industria marittima europea si trova attualmente di fronte a sfide complesse – “dalla crescente competitività globale all’intensificarsi delle tensioni geopolitiche” – e le due Strategie redatte da Bruxelles sono pensate proprio per fornire alcuni suggerimenti su come affrontarle.

    Il commissario UE per i Trasporti Sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikōstas [Via Imagoeconomica]
    La prima – quella sull’industria marittima – riguarda i settori della navalistica e del trasporto commerciale via mare. “L’UE è leader globale nella costruzione di navi a tecnologia avanzata e rappresenta uno dei principali fornitori mondiali di servizi di trasporto marittimi, con oltre un terzo del tonnellaggio globale in tutti i segmenti”, ha ricordato Tzitzikōstas. Eppure, questa posizione di forza sembra oggi sempre più messa in discussione dalle “aggressive politiche di sussidi portate avanti da attori extra-UE che distorcono le dinamiche del mercato e dalle crescenti ostilità in Medio Oriente che minano la resilienza del settore”.  In questo scenario, la Strategia della Commissione propone una serie di misure per rafforzare la leadership europea rispettivamente nel campo della cantieristica e in quello dei trasporti commerciali. Nel primo caso, le azioni suggerite sono la creazione di un’alleanza europea delle catene del valore marittime (per coordinare le attività di cantieri, armatori, Stati membri e Commissione), l’ulteriore sviluppo della cantieristica navale ad alta tecnologia e il lancio di un nuovo programma di ricerca e innovazione per la cantieristica navale, chiamato “Shipyards of the Future” (Cantieri navali del futuro) e finanziato nell’ambito del fondo di ricerca UE, Horizon Europe.

    Quanto al settore dello shipping, invece, la Commissione mira ad accrescerne la competitività incoraggiando gli investitori a scegliere le bandiere UE per le loro navi (oggi molte imbarcazioni europee battono bandiere di altri Stati) e semplificando le procedure amministrative per abbattere i costi. Particolare attenzione è dedicata anche al tema della sostenibilità delle navi europee del futuro: Tzitzikōstas ha insistito molto sulla “necessità di un rinnovamento della flotta e di un maggiore supporto UE agli investimenti per la decarbonizzazione”, facilitando così l’uso di carburanti puliti e alternativi. Quanto alle modalità con cui ottenere il denaro necessario a finanziare la transizione verde, il commissario greco ha fatto riferimento ai fondi provenienti dall’ETS (Emission Trading System) – il sistema europeo di scambio di quote di CO2 – e su questo Tzitzikōstas non ha risparmiato un rimprovero ai governi nazionali: “I soldi dell’ETS devono ritornare al settore che li ha prodotti (in questo caso quello marittimo, ndr) al fine di renderne più facile la decarbonizzazione. Purtroppo, devo constatare che gli Stati membri al momento non lo stanno facendo”.

    Le navi sono solo una metà di quella che Tzitzikōstas definisce “l’equazione marittima”. L’altra è rappresentata dai porti, a cui è dedicata una seconda Strategia: “I porti sono la spina dorsale dell’economia europea”, ha spiegato il commissario sottolineando come gestiscano il 74 per cento del commercio esterno dell’UE, movimentino oltre 3,4 miliardi di tonnellate di merci e accolgano quasi 395 milioni di passeggeri ogni anno. Per rafforzarne ulteriormente la competitività, la Commissione propone di incentivarne l’innovazione, la digitalizzazione e l’integrazione con altre infrastrutture di trasporto; sviluppare linee guida e controlli più stringenti sulla proprietà estera dei porti europei e sugli investimenti UE in porti di paesi terzi; sostenerne la transizione energetica tramite misure come l’elettrificazione delle banchine e definire una tabella di marcia per rende più competitivi i porti di dimensioni media e piccola.

    Ma la questione più urgente, secondo Tzitzikōstas, è quello della sicurezza. “I porti sono punti strategici di ingresso e di uscita, dunque possono essere bersagli di minacce esterne e criminalità organizzata”, ha avvertito il politico greco. Per questi motivi – e a maggior ragione a seguito della recente escalation militare in Medio Oriente –  la Commissione propone di rafforzare la normativa UE sul contrasto al traffico marittimo di droga, intensificare i controlli sui precedenti dei lavoratori portuali pre prevenire infiltrazioni criminali, istituire un nuovo forum per lo scambio di buone pratiche tra servizi di cybersicurezza e autorità portuali e introdurre sistemi di valutazione e analisi del rischio sui porti di paesi terzi.

    “Una flotta di livello mondiale richiede hub portuali altrettanto d’eccellenza e questo è ciò che le due Strategie mirano ad ottenere”, ha concluso Tzitzikōstas, il cui entusiasmo è stato smorzato proprio sul finale. Quando la conversazione si è spostata sul tema del conflitto medio-orientale e una giornalista gli ha chiesto se fosse preoccupato per il possibile aumento dei costi di trasporto a seguito della recente chiusura dello strategico Stretto di Hormuz, il commissario greco non ha voluto indorare la pillola: “Poiché l’intera aerea è stata dichiarata zona di guerra, le assicurazioni aumenteranno sensibilmente e, sì, tutto questo creerà una situazione molto difficile da gestire. Per questo, siamo in contatto costante con gli Stati membri e gli alleati della regione”. L’impressione è che, su questo tema, serva qualcosa di più di una ‘semplice’ Strategia della Commissione.

    Tags: Apostolos Tzitzikostascantiericantieri navalicommissione europeaguerra in medio orientemareNaviPortistretto di hormuztrasporti

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