Bruxelles – Sono già quasi 600mila le firme dei cittadini europei che chiedono alla Commissione UE di valutare la “sospensione totale dell’accordo di associazione UE-Israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di Israele“.
Il contatore della Commissione scatta in avanti a vista d’occhio, ma un primo obiettivo è già stato raggiunto: i sette Paesi nei quali è stata superata la “soglia minima” prevista dalla Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), lo strumento introdotto dal Trattato di Lisbona (firmato il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009), che consente a un milione di cittadini di almeno sette Stati membri di costringere la Commissione europea a valutare l’introduzione di iniziative legislative. L’Esecutivo europeo non è obbligato a proporre un’iniziativa legislativa, ma è obbligato, comunque, a discutere del tema ed a rendere note le sue decisioni.
Nel momento in cui scriviamo le firme raccolte (con identificazione del firmatario) sono oltre 591mila, dunque l’obiettivo per il quale lavorano i promotori di “Justice for Palestine” si avvicina, ma ne è già stato raggiunto uno: le soglie minime sono state superate in ben nove Paesi, con il record della Francia che ha superato il 477 per cento delle sottoscrizioni necessarie in quel Paese. Anche in Italia la soglia è stata sfondata, con un più modesto, ma rispettabile 129 per cento.
Qui di seguito i dati forniti dalla Commissione europea:
Alla richiesta si unisce il gruppo dei socialdemocratici S&D del Parlamento europeo. “La scelta del Governo israeliano di reintrodurre la pena di morte rappresenta un ennesimo, grave errore di una destra pericolosa e irresponsabile. Come gruppo S&D al Parlamento europeo chiediamo, con immediatezza, la sospensione dell’accordo Ue-Israele”, annuncia in una nota Nicola Zingaretti, capodelegazione del PD al Parlamento.












