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    Home » Politica Estera » A Bruxelles si torna a chiedere lo stop all’accordo UE-Israele e ai fondi Horizon per Tel Aviv

    A Bruxelles si torna a chiedere lo stop all’accordo UE-Israele e ai fondi Horizon per Tel Aviv

    La manifestazione a Bruxelles venerdì a sostegno dell’Iniziativa dei Cittadini Europei per la sospensione dell’Accordo di associazione dell'UE con Israele

    Caterina Mazzantini di Caterina Mazzantini
    23 Marzo 2026
    in Politica Estera
    Ue israele

    Bruxelles – Fuori Israele da Horizon Europe. Torna in piazza il movimento a sostegno della Palestina e, venerdì 27 marzo, a Bruxelles, davanti alle Istituzioni dell’Unione Europea, chiederà di fermare la partecipazione di Tel Aviv nel principale pogramma di ricerca dell’UE. “L’UE sta pianificando Horizon Europe 2028-2034, il programma di ricerca da 175 miliardi di euro”, spiegano gli organizzatori della protesta tra cui Justice for Palestine e Brussels against genocide. “Con la crescente militarizzazione e l’adozione di tecnologie a duplice uso, le università e le aziende israeliane potrebbero ricevere miliardi per i loro strumenti di sorveglianza, repressione e controllo, collaudati sul campo di battaglia a spese dei palestinesi”, spiegano ancora. Chi scenderà in piazza “non vuole permettere che il proprio denaro finanzi il genocidio“, “che le università europee progettino l’occupazione”, “chiede che l’UE ponga termine al sostegno finanziario a Israele ora”.

    L’evento s’inquadra nel contesto dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) che, registrata ufficialmente nel novembre 2025 e sostenuta dal gruppo europarlamentare de La Sinistra, ha fatto partire da gennaio la raccolta firme – almeno 1 milione in 7 Stati membri – per chiedere formalmente alla Commissione Europea di presentare al Consiglio una proposta di sospensione totale dell’accordo di associazione con Israele. L’accordo, che dal 1995 costituisce il pilastro della cooperazione economica, commerciale e politica tra le due parti, viene da tempo contestato per l’incompatibilità con la condotta israeliana. “Israele ha inoltre messo in atto un blocco degli aiuti umanitari assimilabile all’uso della fame come arma di guerra, sta violando molteplici norme e obblighi di diritto internazionale e non riesce a prevenire il crimine di genocidio come disposto dalla Corte internazionale di giustizia”, recita il testo depositato. “Ciononostante, l’Unione europea non ha ancora sospeso l’accordo di associazione”, precisa.

    Nonostante l’Unione europea – attraverso il Servizio europeo per l’Azione esterna (SEAE) – abbia certificato lo scorso giugno la violazione dell’articolo 2 dell’accordo di associazione, che impone che le relazioni tra le parti si basino sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici, Bruxelles ha deciso di imporre una sospensione solo parziale del partenariato con l’UE (limitatamente alle start-up dell’EIC Accelerator). E non ha intrapreso alcuna azione per condannare né sanzionare lo Stato ebraico. Tutto ciò in un contesto in cui il quadro delle violazioni di Tel Aviv contro la popolazione palestinese di Gaza è documentato dai massimi organismi internazionali: tra gennaio e marzo 2024, la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) aveva ordinato a Israele di prevenire atti di genocidio e garantire la fornitura di servizi essenziali a Gaza. Successivamente, nel maggio 2024, la Corte aveva imposto l’interruzione dell’offensiva a Rafah, ribadendo ulteriormente nell’ottobre 2025 l’obbligo di garantire forniture vitali nei territori occupati.

    Con oltre il 34 per cento delle importazioni di Israele provenienti dall’UE e il 28,8 per cento delle esportazioni israeliane verso l’UE, l’Unione è il principale partner commerciale di Israele. Nel 2024 gli scambi totali di merci tra l’UE e Israele ammontavano a 42,6 miliardi di euro. Nel 2021 Israele ha aderito a Horizon Europe, il principale programma di finanziamento dell’UE per la ricerca e l’innovazione. Dei fondi UE di Orizzonte Europa, 1,11 miliardi di euro sono destinati a imprese, università ed enti pubblici israeliani. Tra i 921 progetti di 231 beneficiari israeliani vi sono società strettamente connesse all’esercito israeliano.

    La piazza di Bruxelles chiederà – ancora una volta – che l’Europa passi dalle discussioni diplomatiche ad azioni concrete, mettendo fine a un quadro giuridico che contribuisce a legittimare crimini di guerra e contro l’umanità.

    Tags: accordo di associazioneHorizon Europeisraeleue

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