Bruxelles – Airbnb, Booking.com o Expedia sono sempre più una risorsa fondamentale per i viaggiatori in Unione Europea. Nel 2025, il numero di notti prenotate tramite le tre piattaforme per pernottamenti in alloggi ad affitti a breve termine in UE ha toccato quasi quota un miliardo (951.6 milioni). Il dato del 2025 è superiore dell’11,4 per cento a quello del 2024 e addirittura del 32,4 per cento rispetto al 2023. Questo è quanto emerge da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea.
Secondo i dati, le persone viaggiano sempre di più, come sempre di più si affidano alle piattaforme per pernottamenti in affitti brevi. Nell’ultimo trimestre del 2025, sono state prenotate 172.3 milioni di notti in una meta UE, dato in aumento del 10,9 per cento dello stesso periodo nel 2024 e del 30,2 per cento di ottobre-novembre-dicembre del 2023. Spagna, Francia e Italia si aggiudicano il podio per maggior numero di notti in affitti brevi negli ultimi tre mesi dell’anno scorso e sono gli stessi Paesi ad aver guidato la classifica nell’ultimo quadrimestre del 2024.
Nell’ultimo quarto del 2025, Malta è il Paese che ha registrato il maggior distacco rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con +37,5 per cento di notti prenotate tramite piattaforma, seguita da Cipro (+30,1 per cento) e Slovacchia (26,3 per cento). Anche a livello nazionale, la tendenza delle prenotazioni online è in aumento per tutti gli Stati membri rispetto allo stesso periodo negli anni precedenti.
Secondo il bollettino Eurostat, il mercato europeo presenta una forte stagionalità: oltre un terzo delle notti totali si concentra nei mesi di luglio e agosto. In Paesi come la Croazia, questa concentrazione raggiunge il 58 per cento del totale annuale, mentre in altri Stati come Germania e Austria il turismo è distribuito in modo più uniforme durante l’anno. Tale tipologia di turismo non contempla le forme tradizionali come hotel e campeggi, puntando invece su appartamenti e case vacanze.
Nel terzo trimestre del 2025, la regione costiera croata, insieme alle regioni spagnole e francesi, è stata la destinazione più popolare per gli alloggi in affitto a breve termine prenotati tramite piattaforme online. Le regioni in testa alla classifica sono state la Jadranska Hrvatska in Croazia (27,7 milioni di pernottamenti), l’Andalusia nel sud della Spagna (19,5 milioni) e la regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra (16,9 milioni).
Tra le prime 20 regioni UE, la Francia ne conta sei (Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Île-de-France, Linguadoca-Rossiglione, Rodano-Alpi, Aquitania e Bretagna), la Spagna cinque (Andalusia, Comunità Valenciana, Catalogna, Isole Canarie e Isole Baleari) e l’Italia quattro (Toscana, Lombardia, Sicilia e Lazio). La Grecia è entrata nella classifica delle principali destinazioni con tre regioni (Isole Ionie, Egeo meridionale e Creta). La Croazia ha contribuito con una regione (Jadranska Hrvatska), come il Portogallo (Algarve). Per quanto riguarda il Bel Paese, le regioni che hanno registrato i più bassi numeri di affitti brevi sono state il Molise, (73.336 notti), la Basilicata con (148.269) e la Valle D’Aosta (392.960).
La disponibilità di tali dati è una novità relativamente recente per le istituzioni comunitarie: deriva da accordi di condivisione dei dati stipulati nel marzo 2020 tra la Commissione europea e le principali piattaforme, che hanno permesso di colmare una lacuna informativa storica riguardante gli alloggi privati, che non rientravano nell’ambito di applicazione dei registri ufficiali del turismo.











