Bruxelles – Dal 2012, il tasso di fumo nell’Unione Europea è sceso dal 28 per cento al 24 per cento della popolazione, con un calo ancora più marcato tra i giovani. Anche i decessi correlati al tabacco sono calati “notevolmente”, scrive la Commissione europea. Ma, a fronte di questa diminuzione, crescono le minacce derivanti da nuovi prodotti nel mercato, quali le e-cigarette, gli snus e le bustine di nicotina. Emerge dalla valutazione pubblicata oggi (2 aprile) dalla Commissione europea per controllare l’effettività delle direttive attualmente in vigore sulla regolamentazione del tabacco. Si tratta della direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e sui divieti pubblicitari del tabacco e sulle avvertenze sanitarie.
Secondo la Commissione europea, i risultati della valutazione mostrano che “le norme dell’UE sul controllo del tabacco hanno contribuito a un calo significativo del fumo e dei decessi legati al tabacco in tutta l’UE“. La diminuzione riscontrata dall’esecutivo europeo è “ancora più marcata tra i giovani”. Le stesse nuove generazioni che ripiegano invece sui nuovi prodotti immessi nel mercato, come le sigarette elettroniche, le bustine di nicotina, gli snus. Il rapporto individua infatti delle “carenze nella legislazione” comunitaria: “L’aumento delle sigarette elettroniche, dei prodotti del tabacco riscaldati e delle buste di nicotina ha introdotto nuove preoccupazioni per la salute pubblica”. Tali prodotti “rappresentano una minaccia particolare per le generazioni più giovani”, poiché sono “a rischio di dipendenza dalla nicotina e di conseguenze a lungo termine sulla salute”, e sono esposti alle “caratteristiche attraenti e della promozione online assertiva di questi prodotti”. La regolamentazione di questi nuovi prodotti è già nei piani della Commissione europea, in particolare all’interno della revisione della direttiva sui prodotti di tabacco, programmata entro la fine del 2026. E il commissario per la Salute Oliver Várhelyi ha chiarito che “l’uso di tabacco senza fumo e prodotti a base di nicotina, come alternativa al fumo da combustibile, non riduce i rischi per la salute“.
La valutazione evidenzia anche la natura in evoluzione della pubblicità e della promozione. Sebbene la pubblicità sui media tradizionali “sia diminuita significativamente” a causa delle restrizioni dell’UE, la promozione digitale rimane “una sfida importante“, specialmente la natura segreta della promozione digitale dei prodotti del tabacco e della nicotina, in particolare dei nuovi prodotti. Il documento mostra inoltre che le norme armonizzate dell’UE hanno “migliorato il funzionamento del mercato interno”. Misure quali la regolamentazione e la comunicazione degli ingredienti, i requisiti di etichettatura e imballaggio, le caratteristiche di tracciabilità e sicurezza dei prodotti del tabacco e le norme transfrontaliere in materia di pubblicità e sponsorizzazione hanno “contribuito in modo significativo al buon funzionamento del mercato interno e hanno migliorato l’efficacia del quadro di controllo del tabacco”.
Nel complesso, la Commissione europea conclude che “il quadro comunitario di controllo del tabacco è stato efficace nel fornire sostanziali benefici per la salute pubblica e nel sostenere il mercato interno”. Allo stesso tempo, sottolinea la necessità di “adattare il quadro normativo per affrontare i nuovi sviluppi del mercato, i cambiamenti tecnologici e i rischi sanitari emergenti, nonché per contrastare quelli persistenti”. Il prossimo passo da parte delle istituzioni sarà la valutazione d’impatto e il processo di consultazione. Entro fine 2026, la Commissione europea intende proporre una revisione del quadro legislativo sul controllo del tabacco, andando a toccare due direttive: quella sui prodotti del tabacco e quella sulla tassazione. Il piano comunitario però è chiaro: allontanare la gente dall’attrattività dei nuovi prodotti anche attraverso una maggior tassazione dei prodotti.










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