Bruxelles – La Bulgaria ha scelto, e come da attese: Rumen Radev e il suo partito Bulgaria Progressista (PB) si affermano come vincitori della tornata elettorale. I dati, ancora provvisori, offrono comunque indicazioni chiare: con il 44,5 per cento dei voti PB si aggiudica 131 seggi sui 240 totali dell’Assemblea nazionale, garantendosi dunque la maggioranza assoluta in Parlamento. GERB, il partito dell’ex premier Boyko Borissov, vede quasi dimezzato il numero di rappresentanti: con poco più del 13 per cento dei voti i i seggi scendono a 39, dai 66 delle precedente composizione d’Aula. Dalle urne esce come seconda forza il partito Continuiamo il cambiamento – Bulgaria democratica, affiliata ai liberali europei (RE), che con il 13,4 per cento dei voti conquista 41 seggi.
“Il popolo ha respinto l’autocompiacimento e l’arroganza dei vecchi partiti”, il commento di Radev dopo lo spoglio che sancisce la sua vittoria. Promette “una Bulgaria forte in un’Europa forte” e già annuncia che “il principale contributo della Bulgaria alla sua missione europea” sarà quello di lavorare per “costruire una nuova architettura di sicurezza e recuperare la sua potenza industriale e la sua competitività”.
L’affermazione elettorale di Radev non è però una buona notizia per l’Unione europea e i suoi Stati membri: Radev si è più volte espresso contro il sostegno all’Ucraina, e si è speso per un dialogo costruttivo con la Russia, finendo per essere considerando come filo-Putin. Particolare scalpore suscitò la dichiarazione di Radev sulla Crimea – annessa nel 2014 dopo operazioni militari e referendum non riconosciuti dalla comunità internazionale – che secondo il politico bulgaro “è russa”.
Da questo punto di vista le dichiarazioni di Radev sembrano già suonare da anteprima di ciò che aspetta l’Unione europea da qui in avanti. “Occorrono pensiero critico e pragmatismo“, sostiene ancora il vincitore delle elezioni, perché “l‘Europa è caduta vittima della propria ambizione di essere un leader morale in un mondo con nuove regole”, dice in quella che sembra un’aperta critica all’agenda politica adottata fin qui.La Bulgaria di Radev potrebbe essere il nuovo ostacolo all’azione UE, dopo l’uscita di scena di Viktor Orban in Ungheria.
![Rumen Radev, ai tempi in cui era presidente della Repubblica bulgara [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/Imagoeconomica_1572418-750x375.jpg)







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