Bruxelles – In soli quattro anni le persone detenute nelle carceri dell’Unione europea sono cresciute di quasi il 10 per cento e hanno oltrepassato la quota del mezzo milione. I dati li offre Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’UE, e si riferiscono al 2024, quando nelle prigioni dei Ventisette si contavano 508.746 ristretti, con un aumento del 2 per cento rispetto al 2023. La percentuale di incremento sale addirittura al +9,8 per cento se si prende come riferimento il 2020, anno in cui si è registrato il minimo delle presenze negli istituti di pena UE (463.376 persone) dopo un calo progressivo iniziato dal 2012, quando si contavano 552.954 ristretti.
Erano 13 i Paesi dell’UE che, nel 2024, avevano celle carcerarie sovraffollate, con le situazioni più critiche a Cipro, con un tasso di occupazione di 227,6 persone su 100 posti, in Slovenia (134,2), in Francia (129,3), in Croazia (122,5), in Italia (122,4, in aumento dal 119,1 del 2023) e Romania (118,3). I tassi di occupazione carceraria più bassi sono stati registrati in Estonia (49,9), Lituania (67) e Lussemburgo (67,4). La media UE di occupazione carceraria è del 94,6, in crescita di due punti dal 92,6 del 2023.
Ogni 100mila abitanti, nel 2024, c’erano circa 113 detenuti, leggermente sopra il tasso del 2023 (111). Tra i Paesi dell’UE, i livelli erano più elevati in Ungheria (193), Polonia (191) e Lettonia (187), mentre al lato opposto della scala i più bassi si riscontravano in Finlandia (57), Paesi Bassi (67) e Danimarca e Germania (70 ciascuna). L’Italia contava 108 detenuti per 100mila abitanti.
Per quanto riguarda gli spazi, nel 2024, nell’UE si registrava un posto in carcere ogni 853 abitanti o, in altri termini, 117 posti ogni 100mila. Ma questo valore varia considerevolmente da un Paese dell’UE all’altro: il numero di posti in carcere ogni 100mila abitanti è più elevato negli Stati dell’Europa orientale e baltica, in particolare in Polonia (243,3), Lettonia (243), Estonia (238,5), Lituania (231,5) e Slovacchia (212,7), mentre è molto inferiore a Cipro (43,9), Finlandia (53,1), Slovenia (63,4) e Danimarca (69,2). L’Italia è all’ottavo posto del fondo classifica con 88 posti ogni 100mila abitanti.
Infine, Eurostat sottolinea che, tra il 2010 e il 2017, in media c’erano circa 2 detenuti per ogni agente penitenziario nell’UE. Ma nel 2018, questo rapporto è leggermente diminuito a 1,9, principalmente per l’aumento del numero di agenti penitenziari. Nel corso del 2020 e del 2021, il rapporto è ulteriormente calato a 1,8, probabilmente a causa delle misure anti-COVID-19 che hanno ridotto la popolazione carceraria. Tuttavia, nel 2022, il rapporto è tornato a 1,9 ed è rimasto invariato fino al 2024.
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