Bruxelles – La Commissione europea si aspetta una risposta alla sua lettera inviata alla Biennale di Venezia, ma si dice pronta a rescindere il contratto. Lo ha ribadito oggi (7 maggio) il portavoce dell’esecutivo dell’Unione europea, Thomas Regnier, durante il briefing quotidiano con la stampa.
Al centro della questione c’è la presenza della Russia alla manifestazione culturale: secondo Bruxelles potrebbe essere incompatibile con i termini dell’accordo di finanziamento. “Abbiamo inviato una prima lettera alla Biennale in cui affermiamo che, a nostro avviso, potrebbe esserci una violazione della sovvenzione del valore di 2 milioni di euro che stiamo erogando a sostegno della Biennale”, ha spiegato. “Ora aspettiamo la risposta alla nostra lettera, datata 10 aprile“, e “la Biennale ha tempo fino a domenica per risponderci; se la risposta non sarà soddisfacente – siamo stati estremamente chiari – decideremo se sospendere o rescindere il contratto“, ha evidenziato. “Condanniamo la decisione della Biennale”, ha scandito ancora il portavoce. Che ha anche chiarito che la Biennale non ha ancora ricevuto nessuna parte del finanziamento e “non lo avrà fino a che non avremo una rassicurazione”.
Una seconda lettera, inviata il 30 aprile, è trapelata attraverso il quotidiano La Repubblica. La Commissione, riporta il giornale, avrebbe comunicato il sospetto della violazione del regolamento sanzioni su due punti. Il primo riguarda i finanziamenti, perché “qualsiasi costo sostenuto dalla Russia per la partecipazione della sua delegazione va a beneficio della Biennale e sembra qualificarsi come fornitura indiretta di sostegno economico” da parte del Cremlino, che è vietata. Il secondo punto è stato sollevato oggi nel briefing con la stampa: la Biennale fornisce servizi alla Russia, senza una deroga esplicita alle norme sulle sanzioni. Il portavoce della Commissione, però, ha deciso di non commentare dicendo che “la lettera non è pubblica“.
Intanto, a Venezia, il padiglione russo ha aperto ieri una pre-apertura riservata. La curatrice, Anastasia Karneeva, ha ringraziato la Biennale per “aver tenuto aperte le porte a tutti i Paesi”. Fuori, invece, ci sono state proteste.


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