Bruxelles – Nel 2024, la popolazione delle specie comuni di uccelli nell’Unione europea ha registrato un calo del 15,1 per cento rispetto al 2000. Secondo Eurostat, l’Agenzia di statistica dell’UE, il numero di specie agricole (quelle che prediligono campi, siepi e prati) è diminuito del 32,1 per cento. Al contrario quelle forestali, cioè gli uccelli che abitano in ambienti boschivi, sono in lenta ripresa dal 2010. L’indice delle farfalle delle praterie, che monitora il numero di diciassette specie di questi esemplari, mostra che la popolazione degli insetti è scesa del 36,5 per cento rispetto al 2000.
Eurostat ha pubblicato i suoi dati in occasione della Giornata internazionale della biodiversità che cade il 22 maggio. Proclamata nel 2000 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha l’obiettivo di sensibilizzare le persone ad agire e a trasformare il proprio stile di vita. Questo perché i dati sono in peggioramento. Come riporta l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), la biodiversità sta diminuendo più rapidamente che mai: tre quarti dell’ambiente terrestre e circa il 66 per cento di quello marino sono stati significativamente alterati dalle attività umane, un milione di specie animali e vegetali sono ora minacciate di estinzione e cambiamenti climatici, inquinamento, sovrasfruttamento, specie invasive e urbanizzazione sono i fattori che alimentano questa crisi.
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il pianeta e la prosperità. Tra i suoi diciassette obiettivi figura ‘Vita sulla Terra’, il quindicesimo, che ha l’obiettivo di proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e invertire il degrado del territorio e arrestare la perdita di biodiversità. Eurostat valuta regolarmente i progressi dell’Unione verso tali obiettivi. Ad esempio, l’indice comune degli uccelli e l’indice delle farfalle delle praterie vengono utilizzati per monitorare la biodiversità. E i dati diffusi oggi non mostrano segni di incoraggiamento.






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