Bruxelles – “Nell’attuale contesto geopolitico, la Commissione è un obiettivo di alto profilo per gli attacchi informatici“. La vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, lancia l’allarme: l’UE in generale e ancor più l’esecutivo comunitario nello specifico sono al centro di campagne hacker dei Paesi ostili. Non menziona mai direttamente la Russia, ma il contesto geopolitico “attuale” cui fa riferimento indica dinamiche ben precise. Né si punta il dito contro la Cina, altro Paese che la Commissione europea ha già formalmente iscritto nell’elenco dei ‘nemici’, ma c’è una questione da dover affrontare e gestire.
L’allarme sicurezza informatica è contenuto nella risposta all’interrogazione presentata dall’europarlamentare belga Barbara Bonte (PfE/Vlaams Belang), preoccupata per l’attacco informatico avvenuto il 24 marzo di quest’anno ai danni della piattaforma ‘Europa.eu’. L’operazione avrebbe prodotto il furto di circa 92 Gigabite di dati, inclusi dati personali e contenuti di e-mail. Per l’esponente dell’estrema destra l’accaduto mette in discussione la credibilità della legislazione UE in materia di cybersicurezza, ma per Virkkunen la questione è un’altra, ben più seria.
“L’incidente che ha coinvolto l’infrastruttura cloud della piattaforma europa.eu evidenzia un rischio significativo e crescente di attacchi alla catena di approvvigionamento del software”, avverte la vicepresidente della Commissione europea. Tradotto: l’UE è presa di mira, per il suo ruolo e le sue posizioni prese in questioni di politica internazionale. Per di più, continua Virkkunen, “gli scenari di tali attacchi sono sempre più complessi e ingannevoli, poiché gli autori delle minacce impiegano tecniche più avanzate, inclusa l’intelligenza artificiale”.
La situazione è destinata a diventare sempre più delicata e ancor più difficile da gestire. Proprio alla luce di tutto questo, la Commissione “sta rafforzando le misure volte a verificare l’origine e l’autenticità del software, a garantire controlli più rigorosi sui componenti di terze parti e open source”, i programmi non protetti da copyright e liberamente modificabili dagli utenti. Inoltre, a Bruxelles si intendere “attuare il monitoraggio continuo e la difesa in profondità per limitare la propagazione degli attacchi”.
![Attacchi informatici [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/Imagoeconomica_1458710-750x375.jpg)









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