Bruxelles – Un’operazione condotta in contemporanea su cinque continenti ha portato all’arresto di 1.024 persone e all’identificazione di 2.070 potenziali vittime di tratta di esseri umani, secondo quanto riferito da Europol. L’azione, denominata “Operation GLOBAL CHAIN”, si è svolta dall’8 al 12 giugno 2026 con il coordinamento di Europol, Frontex e Interpol, e ha coinvolto 59 Paesi nell’ambito del quadro EMPACT, con l’Austria come Paese guida e la Romania come co-leader.
Il blitz si è concentrato sulla tratta a scopo di sfruttamento sessuale, criminalità forzata e accattonaggio forzato, con un’attenzione particolare alle vittime minorenni. Degli arresti totali, 334 riguardano il reato specifico di tratta di esseri umani, mentre i restanti 690 altri reati collegati. Sono stati inoltre identificati altri 201 sospetti, aperte 465 nuove indagini e scoperti 80 casi di frode documentale.
Tra le vittime individuate, 1.908 sono adulti e 162 minorenni. I dati investigativi indicano che il 64,2 per cento delle vittime è stato trafficato a scopo di sfruttamento sessuale, il 20,9 per cento per criminalità forzata, l’11,3 per cento per lavoro forzato e l’1,5 per cento per accattonaggio forzato. Tra le vittime minorenni, la quota di sfruttamento sessuale sale all’86,4 per cento.
Le potenziali vittime provengono soprattutto da Colombia, Argentina, Venezuela, Nepal e Moldova, a conferma della dimensione globale dei traffici. Oltre 40mila agenti hanno preso parte all’operazione, controllando 565.470 persone, 360.317 documenti d’identità, 140.737 veicoli, 20.342 luoghi e 6.133 tra voli e imbarcazioni. Il coordinamento internazionale è stato garantito da due centri operativi, a Skopje e a Rio de Janeiro.
Articolo composto con l’assistenza della IA.

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