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    Home » Cronaca » Numero falso, danno reale: Europol sollecita un intervento contro lo “spoofing” dell’ID chiamante

    Numero falso, danno reale: Europol sollecita un intervento contro lo “spoofing” dell’ID chiamante

    Le forze dell'ordine europee sottolineano l'aumento delle truffe, le lacune tecniche e la necessità di misure antifrode armonizzate

    Perla Ressese di Perla Ressese
    27 Ottobre 2025
    in Cronaca
    Imagoeconomica

    Imagoeconomica

    Bruxelles – Europol chiede una risposta coordinata a livello europeo per contrastare lo spoofing dell’ID chiamante, uno strumento sempre più diffuso utilizzato per le frodi online e le truffe di ingegneria sociale. Lo spoofing dell’ID chiamante si verifica quando i criminali falsificano le informazioni visualizzate sui telefoni, facendo apparire i numeri legittimi per ingannare le vittime. Questa pratica sta causando danni finanziari e sociali sostanziali, con una perdita stimata di 850 milioni di euro all’anno in tutto il mondo.

    La “Polizia europea” ammonisce che le telefonate e i messaggi di testo rimangono il principale punto di accesso per queste truffe, rappresentando circa il 64 per cento dei casi segnalati. Nascondendo la loro vera identità e posizione, i criminali inducono le vittime a rivelare informazioni personali, trasferire fondi o concedere l’accesso a dispositivi e account, rendendo estremamente difficile per le forze dell’ordine rintracciarli e perseguitarli.

    CENTRALE OPERATIVA EUROPOL, L’AIA (Imagoeconomica)

    Una minaccia senza confini

    Lo spoofing dell’ID chiamante è sempre più sfruttato dalle reti criminali organizzate che operano in più giurisdizioni. I truffatori si fingono banche, agenzie governative o persino familiari per guadagnarsi la fiducia delle vittime. Alcuni lo utilizzano per i cosiddetti incidenti di swatting, effettuando false chiamate di emergenza dall’indirizzo della vittima e provocando interventi di emergenza su larga scala.

    Le indagini mostrano l’emergere di un modello di business di “spoofing-as-a-service”, che fornisce strumenti già pronti per impersonare entità affidabili come le forze dell’ordine o le istituzioni finanziarie. Operando dall’estero, queste reti sfruttano le lacune giurisdizionali per eludere l’individuazione e il perseguimento.

    L’appello all’azione di Europol

    L’attuale squilibrio, in cui lo spoofing è facile da commettere ma difficile da indagare, “è insostenibile”, sostiene Europol in una nota nella quale sollecita l’adozione di misure che rendano più costoso e tecnicamente complesso per i criminali nascondersi dietro identità falsificate, consentendo al contempo agli investigatori di agire rapidamente oltre i confini nazionali.

    Un’indagine condotta da Europol in 23 paesi ha rivelato notevoli difficoltà nell’attuazione di misure contro lo spoofing dell’ID chiamante. Ciò significa che una popolazione europea complessiva di circa 400 milioni di persone rimane vulnerabile a questo tipo di attacchi.

    Le forze dell’ordine hanno evidenziato ostacoli importanti, tra cui la cooperazione limitata con gli operatori di telecomunicazioni, la frammentazione delle normative e la mancanza di strumenti tecnici per identificare e bloccare le chiamate contraffatte.

    Verso una risposta coordinata a livello europeo

    Europol e i suoi partner hanno individuato tre priorità:

    • Norme tecniche armonizzate: sviluppare meccanismi a livello dell’UE per tracciare le chiamate fraudolente, verificare gli ID chiamante legittimi e bloccare il traffico ingannevole.
    • Maggiore collaborazione transfrontaliera: rafforzare la cooperazione tra le forze dell’ordine, le autorità di regolamentazione e l’industria per condividere in modo efficiente le informazioni e le prove.
    • Convergenza normativa: allineare le norme nazionali per consentire la tracciabilità legale, chiarire gli usi legittimi della mascheratura dell’ID del chiamante e promuovere strumenti antifrode collaudati.

    Sebbene le misure anti-spoofing siano essenziali, le forze dell’ordine prevedono che i criminali si adatteranno. Le minacce emergenti, come le truffe basate sulle SIM, i servizi prepagati anonimi e gli schemi di smishing, richiederanno una vigilanza costante e una cooperazione intersettoriale.

    Le misure proposte da Europol sostengono la strategia ProtectEU, rafforzando la capacità collettiva dell’Europa di combattere la criminalità organizzata e proteggere i cittadini dalle minacce online e offline. Attraverso una collaborazione sostenuta tra le diverse parti interessate, l’Europa può ripristinare l’integrità delle sue reti di comunicazione e ridurre i danni crescenti causati dallo spoofing dell’ID del chiamante.

    Tags: europolspoofingtelefoni

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