dall’inviato a Strasburgo – Mondiali di calcio e ingerenze del presidente USA Donald Trump, il Parlamento europeo adesso prova a far leva sulle federazioni calcistiche europee mettere all’angolo la FIFA e il suo presidente, Gianni Infantino. Gli europarlamentari hanno scritto una lettera per “richiedere un’indagine per accertare se Infantino sia stato coinvolto nella decisione di sospendere la squalifica automatica di una giornata inflitta a seguito del cartellino rosso ricevuto da Folarin Balogun, giocatore della nazionale maschile statunitense, e se pressioni da parte dell’amministrazione USA abbiano influito su tale decisione”.
Un’iniziativa praticamente senza precedenti, per avvenimenti mai visti prima nella storia della coppa del mondo di calcio. Un capo di Stato che a competizione in corso chiede di ritornare su decisioni già prese è qualcosa che all’interno del Parlamento europeo non è considerato come accettabile e, per questo motivo, continua la lettera che Eunews ha avuto modo di visionare, “riteniamo sia giunto il momento che le federazioni calcistiche europee – tutte affiliate alla UEFA – intervengano per chiedere alla FIFA di indagare sui suddetti processi decisionali”.
L’UEFA è la massima federazione europea di calcio, e le nazionali di calcio dei singoli Paesi partecipano alla coppa del mondo attraverso questa associazione, responsabile delle fasi di qualificazione. Con la lettera non viene chiesto all’UEFA di attivarsi, viene chiesto a tutti i 55 membri UEFA, inclusa la FIGC italiana, “un’indagine sui legami tra Gianni Infantino e il presidente Trump”, al fine di “esaminare il processo decisionale che ha portato la FIFA a revocare la squalifica inflitta a un giocatore della nazionale maschile statunitense”. L’obiettivo di questa indagine, si precisa è “garantire che le regole vengano applicate in modo da tutelare l’integrità del gioco”.
Non è la prima volta che il Parlamento europeo si esprime sulla coppa del mondo di calcio: già per la coppa del mondo del 2022 erano state avanzate accuse di corruzione in seno alla FIFA. Adesso, però, sul banco degli imputati c’è il presidente.

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