Bruxelles – Sì a nuovi aiuti finanziari all’Autorità palestinese. A Bruxelles oggi (13 luglio) l’Unione europea e l’Autorità palestinese si sono accordate per ulteriori fondi destinati a Ramallah attraverso il meccanismo UE per l’assistenza finanziaria all’Autorità palestinese, PEGASE, e attraverso la “Team Gaza Initiative”, uno strumento nuovo che riunisce gli Stati membri dell’UE e altri partner, con lo scopo di valorizzare i finanziamenti già in atto e di promuoverne nuovi per la ripresa della Striscia di Gaza. Tra i partecipanti figurano: Spagna, Danimarca, Cipro, Irlanda, Grecia, Portogallo, Italia, Paesi Bassi, Francia, Svizzera e Belgio.
La cerimonia della firma è stata presenziata dalla commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, e dal primo ministro dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mohammad Mustafa, assieme a un rappresentante per ciascuno degli Stati che hanno partecipato all’iniziativa. Secondo quanto dichiarato durante la cerimonia della firma dal portavoce della Commissione europea, Guillame Mercier, “dal 2008, il meccanismo PEGASE è stato utilizzato da 21 donatori e ha fornito oltre 3,8 miliardi di euro” al destinatario. Oggi sono stati annunciati nuovi impegni dal valore di 41,7 milioni di euro, che si aggiungono agli impegni assunti in precedenza durante il primo incontro del gruppo dei donatori per la Palestina a novembre 2025 e l’impegno dell’UE (attraverso il PEGASE) per il 2026 e il 2027 pari a 310 milioni di euro.
“A otto mesi dall’inizio del cessate il fuoco a Gaza, la situazione sul campo per i civili non sta migliorando” e allo stesso tempo “la Cisgiordania è sottoposta a una pressione estrema a causa della violenza dei coloni e di una crisi finanziaria che sta paralizzando l’economia palestinese”, ha dichiarato Šuica durante la riunione che si è tenuta dopo la firma. In questo contesto, “l’Autorità Palestinese continua a gestire le proprie finanze in modalità di emergenza, con le entrate fiscali trattenute da Israele”, ha aggiunto. Pertanto, la Commissione sta procedendo “con l’attuazione del nostro programma pluriennale da 1,6 miliardi di euro per la ripresa e la resilienza palestinese, per quest’anno e per il prossimo”. La commissaria ha inoltre aggiunto che unirsi “a sostegno alla ‘Team Gaza Initiative'”, significa “che siamo pronti ad avviare rapidamente azioni di ripresa per un totale di quasi 900 milioni di euro, ovvero a trasferire quasi un miliardo di dollari”.
Oggi l’Autorità palestinese ha presentato anche i progressi compiuti nell’attuazione del suo programma “Reform Agenda”, un piano di riforme, concordate con l’UE e condizione necessaria per ottenere gli aiuti comunitari. Ciò include significativi miglioramenti nei settori fiscale e della spesa pubblica, riforme della pubblica amministrazione e misure per migliorare il contesto imprenditoriale, la digitalizzazione dei servizi pubblici e importanti ammodernamenti della rete di gestione idrica ed elettrica. Nel ricordare l’importanza degli aiuti internazionali, il primo ministro palestinese ha ribadito che “da ottobre 2023, l’economia palestinese si è contratta del 30 per cento”, mentre “la disoccupazione è salita al 50 per cento, lasciando senza lavoro oltre 500.000 cittadini”. Tale situazione ha permesso che il deficit fiscale raggiungesse “livelli senza precedenti a causa del continuo blocco da parte di Israele dei nostri introiti derivanti dai controlli doganali e delle restrizioni imposte al nostro sistema finanziario ed economico”. Non solo “negli ultimi 18 mesi, Israele ha completamente sospeso i trasferimenti regolari di introiti derivanti dai controlli doganali al nostro governo, limitando gravemente la capacità fiscale del governo palestinese”, ha concluso.
Dal 1994, l’UE ha fornito quasi 30 miliardi di euro in aiuti alla Palestina. Nell’aprile 2025, la Commissione ha adottato un programma pluriennale e globale da 1,6 miliardi di euro a sostegno della ripresa e della resilienza della Palestina, per i prossimi tre anni.


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