Bruxelles – Giustizia ambientale, memoria industriale e transizione ecologica giusta. Sono questi i temi di “INDUSTRIAL S.I.N”, la mostra fotografica dedicata a Bagnoli, quartiere di Napoli, dove lo smantellamento dello stabilimento di produzione dell’acciaio Italsider ha avuto un impatto devastante. La mostra è stata inaugurata ieri (14 luglio) al Parlamento europeo dove resterà fino a domani (16 luglio) portando a Bruxelles la storia un territorio profondamente segnato dallo sviluppo industriale, dalla contaminazione ambientale e da decenni di interventi di bonifica ritardati.
Le fotografie degli artisti Ernesto Rollando e Dimitri D’Ippolito sono state scattate in parallelo al docufilm “Flegrea, un futuro per Bagnoli”, diretto da Stefano Romano e prodotto da Nisida Environment e Zenith. Il girato racconta di una Bagnoli stretta tra la bellezza del litorale flegreo e le rovine dell’ex-Italsider. Qui due fratelli, trascorrono i giorni della loro ultima estate da adolescenti. Cresciuti lì, sanno che quando l’estate avrà fine, dovranno fare una scelta che accomuna tantissimi loro coetanei e coetanee: restare a Bagnoli, oppure andare via in cerca di un futuro altrove.
L’evento è stato promosso dall’europarlamentare dei Verdi, Benedetta Scuderi, che ha sottolineato che quella di Bagnoli “è una storia da cui dobbiamo imparare, perché l’industrializzazione deve essere fatta nel modo giusto”, applicando il principio di ‘chi inquina paga”. Oltre ai fotografi e al regista erano presenti gli europarlamentari dei Verdi, Virginijus Sinkevičius e Sara Matthieu e il dirigente della Direzione generale dell’Ambiente della Commissione europea, Ion Codescu.
L’evento ha offerto l’opportunità di riflettere su come le politiche ambientali e industriali europee possano sostenere meglio i cittadini europei che vivono in zone segnate da inquinamento industriale come quello dell’Italsider. Dopo l’apertura della mostra al Parlamento europeo, si è svolta la proiezione del film, nel quartiere Saint Gilles di Bruxelles, presso lo spazio del Casi-uo, un’associazione che dal 1971 lavora sul tema delle migrazioni. “Questa è la storia di una comunità che non si arrende”, ha ribadito il regista.










![Droni da combattimento [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/Imagoeconomica_2228076-120x86.jpg)
