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    Home » Diritti » Italia e altri 13 Paesi in procedura d’infrazione UE sulla direttiva contro le querele bavaglio

    Italia e altri 13 Paesi in procedura d’infrazione UE sulla direttiva contro le querele bavaglio

    I Paesi sono stati formalmente accusati di non aver comunicato il completo recepimento delle norme UE sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da azioni legali palesemente infondate o procedimenti giudiziari abusivi come giornalisti e attivisti

    Iolanda Cuomo di Iolanda Cuomo
    15 Luglio 2026
    in Diritti
    Presidio per la libertà di stampa a Roma, 2025. Crediti:Sara Minelli via Imagoeconomica

    Presidio per la libertà di stampa a Roma, 2025. Crediti:Sara Minelli via Imagoeconomica

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    Bruxelles – Cartellino giallo all’Italia e ad altri 13 Paesi membri dell’Unione europea sulle querele bavaglio, le cosiddette SLAPPs, cioè quelle azioni legali infondate e abusive che mirano a mettere a tacere coloro che operano nell’interesse pubblico. La Commissione europea, oggi (15 luglio), ha avviato una procedura d’infrazione inviando lettere di messa in mora all’Italia insieme a Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Lussemburgo, Ungheria, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania e Slovacchia. I Paesi sono stati formalmente accusati di non aver comunicato il completo recepimento delle norme UE sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da azioni legali palesemente infondate o procedimenti giudiziari abusivi (Direttiva UE 2024/1069 dell’11 aprile 2024).

    Tra i destinatari delle SLAPPs figurano “giornalisti, difensori dei diritti umani o organizzazioni della società civile” e la Direttiva UE 2024/1069 predispone gli strumenti per permettere loro di difendersi da “rivendicazioni manifestamente infondate o da procedimenti giudiziari abusivi in ​​materia civile con implicazioni transfrontaliere”. Le norme consentono inoltre ai tribunali di respingere le rivendicazioni manifestamente infondate durante le fasi iniziali del procedimento e prevedono rimedi per le persone prese di mira, nonché protezione contro le sentenze emesse da Paesi terzi.

    Gli Stati membri avevano tempo fino al 7 maggio 2026 per recepire la direttiva nel proprio ordinamento nazionale, ma ad oggi, i 14 Paesi non hanno comunicato all’esecutivo il suo completo recepimento. La Commissione sta pertanto inviando lettere di messa in mora –  il documento che certifica l’infrazione – agli Stati membri interessati che, ora, hanno due mesi di tempo per rispondere e comunicare a Palazzo Berlaymont le misure di recepimento complete adottate. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di emettere un parere motivato, un avviso ufficiale con cui la Commissione dichiara formalmente che il Paese sta violando le leggi dell’Unione Europea.

    “La procedura d’infrazione aperta dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per il mancato recepimento della direttiva antislapp si aggiunge al lungo elenco dei disastri del governo Meloni“, ha dichiarato l’eurodeputato del Movimento Cinque Stelle, Gaetano Pedullà. Mentre la direttiva “tutela i giornalisti dalle azioni legali intimidatorie, come le querele temerarie da parte di chi esercita un rilevante potere politico o economico”, nel nostro Paese “questa degenerazione è purtroppo una prassi consolidata che strozza la libertà di informazione e alimenta il fenomeno dell’autocensura da parte dei giornalisti”, ha aggiunto. Secondo Pedullà, la libertà della stampa nello Stivale “è in uno stato comatoso”, poiché  oltre al problema delle querele temerarie si registrano “concentrazione editoriale, precariato, contratto di lavoro scaduto, inadempienza sul regolamento Emfa, fondi a pioggia ai giornali amici, inclusi quelli di un esponente della stessa maggioranza di governo“. Per questo bisogna sperare che “questa procedura sia una sveglia per un governo che teme il giornalismo libero e che deve andare a casa il prima possibile”, ha concluso.

    Tags: austriaBulgariacommissione europeadirettiva anti-SLAPPGaetano Pedullàgermaniagiorgia melonigreciaIrlandaitaliaLussemburgoMovimento Cinque Stellepaesi bassiparlamento europeoportogalloRepubblica cecaromaniaSlovacchiaspagnaungheriaunione europea

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