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    Home » Energia » Revisione dell’ETS alle porte, Italia e altri 9 Paesi chiedono che sia “pragmatica ed equa”

    Revisione dell’ETS alle porte, Italia e altri 9 Paesi chiedono che sia “pragmatica ed equa”

    A firmare la dichiarazione congiunta sono Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia. Per venerdì 17 è attesa la presentazione della proposta di revisione dalla Commissione europea

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    15 Luglio 2026
    in Energia, Industria e Mercati
    ETS - revisione - UE

    Fonte: Unsplash

    Bruxelles – Pragmatismo. Alle porte della presentazione della tanto attesa revisione dell’ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, prevista per venerdì 17 luglio, è questa la parola che diversi governi nazionali dell’UE ripetono all’unisono per garantire il futuro industriale europeo. In particolare, dieci Stati membri chiedono alla Commissione europea “una revisione pragmatica del sistema” per “bilanciare la tutela ambientale con la competitività industriale”. Una revisione che tenga conto “delle nuove priorità europee: accrescere la competitività (anche attraverso prezzi dell’energia accessibili), la sicurezza e la resilienza, nonché mantenere una solida base manifatturiera”.

    A firmare una dichiarazione congiunta sono Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia. Pur riconoscendo il contributo positivo dell’ETS alla riduzione delle emissioni, i dieci Paesi sottolineano che le sfide che l’industria europea sta affrontando a causa degli sviluppi geopolitici sono ingenti e richiedono “un’azione pragmatica ed equa per riportare l’Europa ad essere una potenza industriale“.

    I firmatari chiedono quindi un percorso “chiaro e realistico”. A loro avviso, l’attuale obiettivo di raggiungere emissioni quasi pari a zero già entro il 2039 rischia di “spingere le industrie fuori dall’Europa”. Per questo propongono di posticipare il traguardo dell’ETS, avvicinandolo al 2050.

    Nella lettera viene inoltre chiesta una revisione della metodologia dei parametri di riferimento (benchmark), affinché rifletta meglio le realtà tecnologiche e industriali. I dieci Stati membri si oppongono anche a una “condizionalità generale” applicata a tutte le quote gratuite e suggeriscono che questa sia limitata solo “a quote aggiuntive per chi compie sforzi extra”. Chiedono inoltre di sospendere l’eliminazione graduale delle quote gratuite nei settori coperti dal CBAM – il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere – finché questo nuovo strumento non avrà dimostrato la propria efficacia.

    Secondo i firmatari, la riforma dell’ETS deve essere “più flessibile per tenere conto delle specificità di ogni Stato, come il mix energetico e il PIL pro capite“. Un altro punto centrale riguarda la prevedibilità del prezzo della CO₂. “Il prezzo della CO₂ deve essere prevedibile e immune alla speculazione“. I Paesi evidenziano inoltre che “i prezzi devono rimanere accessibili per mantenere la competitività globale delle imprese europee”.

    La dichiarazione dedica poi un paragrafo ciascuno al settore marittimo, all’aviazione e all’ETS2, il nuovo sistema destinato agli edifici e ai trasporti. Per il comparto marittimo, i dieci Paesi chiedono di evitare la “fuga di carbonio”, impedendo che il traffico si sposti dai porti dell’UE verso hub situati in Paesi terzi limitrofi. Sollecitano inoltre il sostegno a soluzioni globali nell’ambito del quadro IMO e il mantenimento delle deroghe per i servizi pubblici essenziali. Per l’aviazione, “la revisione deve considerare le caratteristiche del trasporto aereo internazionale e l’evoluzione dei negoziati CORSIA, garantendo condizioni di parità per gli operatori europei”. Infine, sul nuovo sistema destinato agli edifici e ai trasporti, i dieci firmatari sostengono che l’ETS2 debba essere “attentamente riconsiderato” perché “è uno strumento particolarmente sensibile dal punto di vista sociale e colpisce soprattutto le famiglie più vulnerabili, che sono già colpite in modo sproporzionato dalla crisi dei prezzi del carburante”.

    Dunque, i dieci Paesi chiedono un’ampia revisione dell’attuale impianto del sistema ETS. Dalle anticipazioni fornite dal commissario europeo per il Clima, Wopke Hoekstra di maggio, era emerso che la proposta della Commissione europea comprenderà una “valutazione per l’eliminazione più graduale delle quote gratuite”, ossia dei permessi di emissione di CO₂ assegnati gratuitamente dall’Unione europea a determinati settori industriali. Un’eliminazione più graduale, nelle parole del commissario, allungherà i tempi per il raggiungimento della neutralità climatica perché “darà spazio per le emissioni nel 2040 e oltre“.

    Tags: aviazionecarboniocommissione europeaemissioni carbonioenergiaEtsETS2marittimoSistema di scambio di emissioniWopke Hoekstra

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