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    Home » Energia » ETS, Confindustria lancia l’ultimatum a Bruxelles: “Senza una revisione profonda, l’UE va verso la deindustrializzazione”

    ETS, Confindustria lancia l’ultimatum a Bruxelles: “Senza una revisione profonda, l’UE va verso la deindustrializzazione”

    A un giorno di distanza dalla bozza dell'esecutivo europeo sul meccanismo di scambio quote di CO2, l’UE si trova davanti a un bivio. Da una parte c’è la necessità di accelerare la decarbonizzazione; dall’altra, cresce la pressione dell’industria, che chiede di tenere conto degli "sforzi tecnicamente ed economicamente insostenibili" richiesti alle aziende in una fase particolarmente complessa per l’economia europea

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    9 Giugno 2026
    in Energia
    ETS Confindustria

    Bruxelles – La resa dei conti nel dibattito sulle emissioni di carbonio in Europa è ormai alle porte. Domani, mercoledì 10 giugno, la Commissione europea discuterà la revisione dell’ETS, il sistema che regola il mercato delle quote di emissione di CO₂. In questo contesto, Confindustria non perde l’ultima occasione per far sentire la propria voce. Il suo resta un vero e proprio “grido d’allarme“, un’ultima chiamata a Palazzo Berlaymont affinché si intervenga sul sistema con “una revisione profonda” del meccanismo. In caso contrario, avverte l’associazione degli industriali, “andremo verso la deindustrializzazione, che l’Europa non si può permettere”.

    A rappresentare Confindustria a Bruxelles sono Aurelio Regina e Antonio Gozzi, rispettivamente vicepresidente per l’Energia e special advisor del presidente per l’Autonomia strategica europea, il Piano Mattei e la Competitività, affiancati da Lorenzo Poli, presidente di Assocarta. I tre si sono riuniti nella sede di Confindustria a Bruxelles per portare avanti la loro battaglia in vista dell’appuntamento decisivo con l’esecutivo europeo.

    Agli sgoccioli di un lungo confronto sul futuro dell’ETS, l’Unione europea si trova davanti a un bivio. Da una parte c’è la necessità di accelerare la decarbonizzazione, considerata sempre più urgente dal commissario europeo per il Clima, Wopke Hoekstra, che tuttavia ha già lasciato intendere la possibilità di un approccio più graduale all’eliminazione delle quote gratuite, concedendo alle imprese più tempo per adeguarsi alla transizione verde. Dall’altra, cresce la pressione dell’industria, che chiede di tenere conto degli “sforzi tecnicamente ed economicamente insostenibili” richiesti alle aziende in una fase particolarmente complessa per l’economia europea.

    Aurelio Regina è il primo a prendere la parola e mette subito le cose in chiaro: “Noi, come industria italiana, non immaginiamo di sospendere la transizione ecologica o di smantellare i meccanismi europei di riduzione delle emissioni. Anzi, al contrario“. Tuttavia, sottolinea, la revisione dell’ETS deve essere “profonda” e “compatibile con le esigenze reali dell’industria”.

    “Sarebbe molto grave se il risultato fosse qualche pannicello caldo o qualche piccolo aggiustamento“, avverte. “Serve una revisione che incida sui meccanismi fondamentali del sistema”. Un’esigenza resa ancora più urgente dal contesto internazionale, segnato dalle tensioni commerciali e dalla crescente pressione competitiva della Cina: “Le merci cinesi stanno invadendo l’Europa”.

    La richiesta, sottolinea Confindustria, non arriva soltanto dall’Italia. “Siamo in una fase storica in cui questo è davvero un passaggio fondamentale. Il processo di revisione viene chiesto a gran voce non solo dal nostro Paese, ma da un numero crescente di Stati membri”. Per Regina il momento è decisivo: “La revisione va fatta ora. Tra dieci anni potrebbe esserci ben poco su cui intervenire”. Qualsiasi modifica, aggiunge, dovrà però essere coerente con gli obiettivi del mercato unico europeo e con la salvaguardia della competitività industriale. “Non si possono chiedere sforzi tecnicamente ed economicamente insostenibili, perché per molti settori significherebbe morire o buttarsi in un burrone”.

    L’agenda di Regina e Gozzi è particolarmente fitta. Nel pomeriggio i rappresentanti di Confindustria incontreranno i vertici della Commissione europea per presentare un pacchetto di dieci proposte in vista della revisione del sistema ETS. Tra le richieste principali figura lo stop alla riduzione delle quote gratuite per i settori ETS “fino alla stabilizzazione dello scenario geopolitico”.

    Secondo Confindustria, strumenti come le quote gratuite e la compensazione dei costi indiretti restano essenziali per accompagnare la transizione industriale e impedire che la decarbonizzazione si trasformi in un processo di delocalizzazione produttiva. Centrale anche il tema della crescente finanziarizzazione del mercato ETS. Regina ricorda come il costo della CO₂ sia passato dai 6-7 euro a tonnellata del 2017 agli attuali 80 euro, con conseguenze sempre più pesanti per le imprese energivore. “Così come è concepito oggi, il sistema ETS aumenta le asimmetrie competitive”, sostiene Antonio Gozzi. “Bisogna intervenire per ridurle senza penalizzare i settori più virtuosi”. Il presidente sottolinea che il costo della carbon tax incorporato nei prezzi dell’elettricità finisce per colpire proprio le industrie che hanno investito maggiormente nella decarbonizzazione.

    Sul tavolo c’è anche il tema dei nuovi benchmark utilizzati per assegnare le quote gratuite, ovvero i parametri di riferimento stabiliti dall’UE per calcolare quante quote di emissione di CO₂ vengono assegnate gratuitamente alle grandi industrie. Per Confindustria, Bruxelles dovrebbe fissarli sulla mediana degli impianti europei, pari al 50 per cento, o almeno al 30 per cento, rispetto all’attuale riferimento del 10 per cento. “Oggi si confrontano imprese che operano in sistemi energetici nazionali completamente diversi tra loro”, osserva Regina.

    La revisione dell’ETS sarà discussa domani dal collegio dei commissari europei, che presenterà una prima bozza di intervento. La proposta organica per ridurre la volatilità del prezzo della CO₂, attenuare l’impatto sui prezzi dell’elettricità e contenere i costi lungo le filiere industriali dovrebbe invece essere presentata il prossimo 15 luglio.

    Tags: carbonioconfindustriaenergiaEts

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