Bruxelles – “Abbiamo tre direzioni da seguire: azioni più mirate e approfondite rispetto alla moderazione dei costi e l’accessibilità economica, sfruttare l’impatto dell’intelligenza artificiale (IA) nel mondo del lavoro e far fronte alle disuguaglianze”. L’ha dichiarato oggi (22 luglio) la vice presidente esecutiva della Commissione europea per i Diritti sociali e competenze, posti di lavoro di qualità e preparazione, Roxana Mînzatu, durante la presentazione di una comunicazione sul Pilastro europeo dei diritti sociali.
Mînzatu ha ricordato che il Pilastro – un insieme di 20 principi e diritti fondamentali che puntano a costruire un’Unione Europea più equa, inclusiva e focalizzata sul cittadino – è stato adottato quasi dieci anni fa e che da allora ha rappresentato “una bussola sociale di cui si è attrezzata l’UE” per elaborare delle politiche che promuovano l’occupazione e il progresso sociale, monitorino le politiche nazionali e orientino i finanziamenti europei. “Dopo quasi un decennio abbiamo fatto il punto, per capire cosa migliorare e fare di più”, ha affermato la vicepresidente sottolineando che rispetto a quando il pilastro è stato adottato, “i tempi sono cambiati”. L’obiettivo della comunicazione odierna è “anticipare e gestire i cambiamenti strutturali”, di modo da cogliere da un lato le opportunità delle trasformazioni in corso e dall’altro continuare a garantire “equità e prosperità” attraverso il modello sociale europeo. In questo contesto, le tre aree suggerite dalla vicepresidente richiedono un’attenzione “urgente e aggiuntiva”.
Per quanto riguarda il tema dell’accessibilità economica e il costo della vita, l’esecutivo ha riconosciuto che molte famiglie continuano ad affrontare “costi elevati per alloggio, energia, servizi e beni essenziali”, pertanto “continuerà a sostenere misure che riducano il rischio di povertà e rafforzino l’accesso ai servizi essenziali”. Mînzatu ha menzionato tra le misure “di successo” la direttiva sulla trasparenza salariale (UE 2023/970) – una normativa europea volta a eliminare il divario retributivo di genere e garantire la parità di retribuzione per un lavoro di pari valore -, ma ha evidenziato che nonostante “i salari minimi siano aumentati significativamente in tutta l’UE”, ci sono molti “talenti che rimangono ancora inespressi al di fuori del mercato del lavoro”. Si tratta di “50 milioni di persone che sono al di fuori del mercato del lavoro, di cui 33 milioni di donne”. Queste persone non sono disoccupate, ma “ritengono di non poter lavorare o affrontano degli ostacoli”, ha precisato la vicepresidente., riconoscendo nella “assistenza ai figli” una delle principali questioni su cui l’UE deve intervenire. Per aiutare queste categorie, palazzo Berlaymont ha annunciato che, nel rispetto del principio di sussidiarietà, avvierà “una prima fase di consultazione con le parti sociali dell’UE” per l’attivazione di queste persone nel mercato del lavoro. Tale consultazione fornirà delle “informazioni dirette” alla Commissione “in materia di lotta alla povertà, all’esclusione, all’inclusione nel mercato del lavoro e alla competitività”.
Sul tema dello sviluppo e l’adozione dell’IA, la Commissione ha riconosciuto che queste nuove tecnologie stanno sollevando “importanti interrogativi critici sul futuro del lavoro, dell’istruzione, delle competenze, dell’inclusione sociale e dei servizi pubblici”. Di conseguenza, l’esecutivo ritiene che sia “urgente per l’Europa prepararsi a questi profondi cambiamenti, garantendo che cittadini, lavoratori e imprese possano beneficiare appieno del potenziale dell’IA”. Perciò, l’esecutivo ha proclamato che “istituirà un nuovo gruppo di alto livello sull’impatto dell’IA sul mercato del lavoro”.
Capitolo riduzione delle disuguaglianze. Palazzo Berlaymont spiega che “le persistenti disuguaglianze minano la coesione sociale e territoriale indeboliscono la sostenibilità a lungo termine, l’innovazione e la competitività dell’UE e il tessuto demografico” e che nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, “le disuguaglianze persistono in tutti gli ambiti della vita, richiedendo sforzi continui. Al fine di migliorare le pari opportunità in alcuni settori chiave dell’economia, la Commissione ha espresso la volontà di sostenere le piccole e medie imprese nell’attuazione della direttiva sulla trasparenza salariale, nonchè la presentazione della prossima iniziativa “Diritto a restare” – una strategia volta a contrastare lo spopolamento e il declino demografico ed economico delle aree interne e periferiche – e della Strategia dell’UE per la gioventù post-2027. Nel corso dell’anno, inoltre, la Commissione presenterà anche Quality Jobs Act, un documento che “rifletterà anche su nuovi indicatori per misurare la qualità del lavoro in tutta l’UE, integrando gli obiettivi UE esistenti per il 2030 in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà”.
Adottato nel 2017, il Pilastro europeo dei diritti sociali definisce 20 principi per garantire condizioni di lavoro eque, protezione sociale e pari opportunità. Durante il Vertice sociale di Porto del 2021, i leader, le istituzioni e altri attori dell’UE hanno concordato di mettere le questioni sociali al centro delle politiche comunitarie.

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