Bruxelles – “La decisione di interrompere la collaborazione con i due assistenti non è stata arbitraria, improvvisa né priva di motivazioni”. L’ha dichiarato oggi (23 luglio), sui suoi canali social, l’eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra e del gruppo della Sinistra europea, Ilaria Salis, in merito alla condanna che la vedrebbe risarcire di 300mila euro due suoi ex-collaboratori licenziati senza giusta causa.
La condanna è stata emessa lo scorso marzo da un giudice della sezione Lavoro del Tribunale di Milano. I due assistenti si erano rivolti a uno studio legale milanese che ha impugnato la lettera di interruzione con effetto immediato dei due contratti di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co.) sottoscritti dai due a febbraio 2024. Il giudice ha condannato l’eurodeputata in quanto non si è costituita nel procedimento e non ha dimostrato la prova della giusta causa del licenziamento. Ai due ex-collaboratori Salis dovra’ versare rispettivamente 147.900 e 153mila euro pari alla retribuzione che i lavoratori avrebbero maturato alla scadenza dei loro contratti nel 2029.
Salis ha ribadito che l’interruzione della collaborazione era diventata “necessaria per tutelare il corretto esercizio del suo mandato parlamentare, le risorse pubbliche affidate alla sua responsabilità e, in ultima analisi, le persone che rappresenta“. Pertanto ha annunciato di contestare integralmente la decisione e di averla già impugnata. “Il procedimento è attualmente pendente in appello e sono pertanto fiduciosa che il successivo grado di giudizio consentirà di accertare correttamente i fatti”, ha aggiunto.
L’eurodeputata ha ribadito: “Non ho avuto la possibilità di difendermi nel giudizio di primo grado (svoltosi in mia assenza e a mia insaputa) perché, pur essendo perfettamente note le modalità con cui notificarmi gli atti – sarebbe stato sufficiente inviare una comunicazione alla mia casella di posta elettronica o alla mia PEC –, la notifica non mi è mai pervenuta”. Per cui, “data la mia incolpevole assenza il Tribunale ha pronunciato la propria decisione esclusivamente sulla base degli elementi acquisiti dai ricorrenti”. Per questo ora l’eurodeputata confida “che il giudizio di appello possa fare piena chiarezza sulla vicenda”.











