Bruxelles – Sale il surplus commerciale del settore agroalimentare dell’Unione europea. Nonostante il calo dei valori di esportazione e importazione, nei primi cinque mesi del 2026 la differenza positiva tra importazioni ed esportazioni è aumentata rispetto al periodo gennaio-maggio 2025. I dati provengono dal rapporto sul “Monitoraggio del il commercio agroalimentare dell’UE: sviluppi fino a maggio 2026” della Commissione europea. Il dato principale è che tra gennaio e maggio, l’eccedenza del ‘made in UE’ agro-alimentare si è attestata a 19,4 miliardi di euro, circa un miliardo di euro in più rispetto all’anno precedente.
Da gennaio, le esportazioni cumulative – i dati statistici ottenuti sommando il valore o il volume delle merci inviate all’estero nel corso di un periodo di tempo progressivo – ammontano a 96,9 miliardi di euro, con una diminuzione del 3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025 (-3 miliardi di euro). Tra le cause della riduzione figura il calo dei valori dei prodotti a base di cacao, carne suina e olio d’oliva. In particolare, le esportazioni di olio d’oliva sono penalizzate sia dai prezzi che dai volumi inferiori.
La relazione della Commissione europea evidenzia inoltre che le esportazioni verso il Regno Unito – principale destinazione delle esportazioni agroalimentari dell’Unione – sono diminuite del 3 per cento (-782 milioni di euro), principalmente a causa del calo delle esportazioni di carne suina, prodotti a base di cacao, cereali e prodotti lattiero-caseari. Al contrario, le esportazioni di olio di colza sono quasi triplicate. Nel caso dell’Egitto, le esportazioni sono incrementate del 36 per cento (+289 milioni di euro) – principalmente grazie all’aumento delle esportazioni di grano – mentre le esportazioni verso l’Ucraina sono aumentate di 187 milioni di euro (+11 per cento), trainate soprattutto dalla vendita di alcolici. Anche le esportazioni di frutta a guscio sono in salita per un valore di 223 milioni di euro (+8 per cento). Ciò grazie all’aumento delle esportazioni di mele, kiwi e lamponi.
Per quanto riguarda le importazioni, a maggio 2026, si sono attestate sui 15,4 miliardi di euro, rilevando una riduzione del 7 per cento rispetto ad aprile dello stesso anno, nonché del 10 per cento rispetto a maggio 2025. Le importazioni cumulative da gennaio – cioè la somma progressiva dei volumi o del valore delle merci acquistate dall’estero – ammontano a 77,5 miliardi di euro, il 5 per cento in meno rispetto all’anno precedente (-4,1 miliardi di euro).
Sebbene le importazioni di alcuni prodotti siano diminuite, dall’Argentina sono aumentate del 10 per cento (+220 milioni di euro) – principalmente grazie al maggior numero di importazioni di semi di girasole – Anche nel caso del Vietnam sono cresciute, del 9 per cento (+213 milioni di euro), trainate dall’aumento dei volumi di caffè. Le importazioni di frutta a guscio e frutta secca sono incrementate di 465 milioni di euro (+4 per cento), mentre quelle di carne bovina e di vitello sono cresciute di 330 milioni di euro (+28 per cento).
Pertanto, l’andamento degli scambi commerciali agroalimentari dell’UE si è mantenuto solido nei primi cinque mesi del 2026. Un risultato celebrato dall’esecutivo, che ha sottolineato che “la continua espansione del surplus commerciale evidenzia la capacità del settore di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato e di mantenere una posizione forte nel commercio globale”.


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