Bruxelles – A viaggiare, questa volta, sarà la CO₂: salirà su una nave nei Paesi Bassi, attraverserà il Mare del Nord e finirà stoccata a oltre 2.600 metri di profondità, sotto il fondale marino della Norvegia. Da oggi (7 settembre) questo sarà il nuovo percorso della CO₂ catturata nell’impianto di Yara a Sluiskil, nei Paesi Bassi, nell’ambito del progetto di CCS, la cattura e lo stoccaggio del carbonio.
La struttura di Yara inizia il suo lavoro oggi. Tecnicamente, a Sluiskil la CO₂ verrà catturata e liquefatta, mentre in Norvegia sarà stoccata permanentemente sotto il Mare del Nord. L’impianto olandese, dedicato alla produzione di ammoniaca e fertilizzanti, potrà catturare fino a 800mila tonnellate di CO₂ all’anno, per un totale previsto di circa 12 milioni di tonnellate nei prossimi 15 anni. Una volta liquefatta, la CO₂ verrà trasportata via nave fino a Øygarden, sulla costa occidentale norvegese, dove entrerà nell’infrastruttura Northern Lights, sviluppata da Equinor, Shell e TotalEnergies, e sarà iniettata a circa 2.600 metri sotto il fondale marino.
Il progetto è il risultato della Green Alliance tra UE e Norvegia, firmata nel 2023. L’accordo punta a rafforzare la collaborazione sulla transizione verde e, per l’Unione, Sluiskil ne è uno degli esempi più tangibili. “Industria europea, Stati membri, istituzioni europee e Norvegia lavorano insieme, combinando investimenti privati e sostegno pubblico”, si legge nella nota stampa dell’esecutivo europeo. Inoltre, a rendere possibile il progetto tra Paesi Bassi e Norvegia contribuisce anche l’Unione europea che ha finanziato Northern Lights attraverso il Connecting Europe Facility. È quindi, per Bruxelles, un esempio di come investimenti privati e fondi europei possano sostenere infrastrutture strategiche per la decarbonizzazione industriale.
All’inaugurazione odierna dell’impianto olandese, che rappresenta il più grande progetto commerciale di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) in Europa, hanno partecipato il commissario europeo al Clima, Wopke Hoekstra, il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Støre, il premier olandese, Rob Jetten, e il presidente e Ceo di Yara International, Svein Tore Holsether.
Ed è proprio dalla Norvegia l’Europa può prendere spunto sul fronte della transizione energetica dato che il Paese produce quasi tutta la propria elettricità da fonti rinnovabili, soprattutto grazie all’idroelettrico, e ha sviluppato infrastrutture per la cattura e lo stoccaggio della CO₂ che ora vengono utilizzate anche dall’industria europea. In quest’ottica, per Bruxelles, il progetto dimostra come ridurre le emissioni senza indebolire la base produttiva europea. “È esattamente il tipo di progetto di cui l’Europa ha bisogno per combinare l’ambizione climatica con una base industriale forte e resiliente”, ha chiarito Hoekstra. La CCS è pensata soprattutto per i settori in cui abbattere le emissioni è più complesso, come quello dei fertilizzanti e dell’ammoniaca, e rientra nella strategia del Clean Industrial Deal e nella revisione del sistema europeo di scambio delle emissioni, l’Ets.
“L’Europa deve puntare tutto su un’energia a bassissimo costo, pulita, affidabile, prodotta in Europa. Naturalmente, le energie rinnovabili svolgeranno un ruolo fondamentale in questo senso – ha aggiunto – Sono un grande sostenitore dell’energia solare, dell’energia eolica, penso anche all’energia geotermica, penso anche al nucleare”.
Per Hoekstra, però, la transizione deve essere pragmatica e aperta a tutte le tecnologie in grado di garantire risultati. “Questo è forse anche il punto cruciale di tutta questa transizione: siamo pragmatici, siamo veramente aperti mentalmente. Ciò che conta è ciò che funziona davvero dal punto di vista climatico, dal punto di vista della competitività e dell’indipendenza, ed è proprio questo che stiamo vedendo oggi: costruire una solida base industriale. Ridurre le emissioni ed essere all’avanguardia nelle tecnologie pulite”, ha scandito.
“Ma ne avremo bisogno in quantità maggiore”, ha evidenziato. “Non possiamo aspettare che tutto questo si sia pienamente concretizzato, ed è qui che entra in gioco la CCS a pieno titolo. Ed è anche per questo che siamo qui oggi, ma anche perché l’Europa ha annunciato di recente che intendiamo integrare la CCS nel sistema ETS”.

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