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    Home » Difesa e Sicurezza » Per i Paesi UE, sulla difesa Kallas sbaglia (di nuovo) approccio e si brucia

    Per i Paesi UE, sulla difesa Kallas sbaglia (di nuovo) approccio e si brucia

    L'Alta rappresentante cade in errori già commessi non informando i ministri dell'iniziativa per un gruppo di alto livello, e producendo veti e censure: metodo e merito dell'operato ciò che viene rimproverato e contestato

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    8 Settembre 2026
    in Difesa e Sicurezza, Politica
    L'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas (al centro), in occasione di una riunione del consiglio Affari esteri [Bruxelles, 13 luglio 2026. Foto: European Council]

    L'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas (al centro), in occasione di una riunione del consiglio Affari esteri [Bruxelles, 13 luglio 2026. Foto: European Council]

    Bruxelles – Gruppo di alto livello sulla difesa e ‘ammutinamento’ degli Stati, alla fine la responsabilità di fallimento dell’iniziativa e delle fratture con gli Stati è tutta di Kaja Kallas. L’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, a quanto si apprende, avrebbe agito di sua iniziativa e di testa sua, senza informare nessuno. La creazione di un apposito organismo dedicato alla riflessione strategica della difesa sarebbe stato deciso da lei stessa, e sempre lei si sarebbe limitata a informare a cose fatte i ministri della Difesa in occasione della riunione informale di inizio mese: è qui che sarebbe partita la scintilla dei veti dei Paesi, con la conseguente retromarcia di Kallas.

    Non ci sarebbero dunque screzi legati ad un Paese specifico. Più Paesi hanno contestato metodo e merito dell’iniziativa. Si rimprovera all’Alta rappresentante il non aver chiesto, il non aver informato, il non aver coinvolto i ministri degli Stati membri in una materia ancora fortemente nazionale. Inoltre, nell’agenda politica europea la difesa ha aspetti industriali e di competitività che rendono il ragionamento più complesso e l’idea di un gruppo ristretto di ‘saggi’ non appare la via più appropriata.

    Kallas in sostanza produce un buco nell’acqua e una brutta figura che avrebbe potuto evitare se avesse avuto quanto meno l’attenzione e il tatto di gestire l’iniziativa in modo diverso. L’accaduto è certamente una nota di demerito per una persona che ricade negli errori già commessi: anche il piano per l’Ucraina da lei presentato ai 27 a inizio 2025 fu messo sul tavolo a cose fatte, senza preavviso e senza alcun tipo di comunicazione. L’Alta rappresentante dunque mostra di non aver fatto tesoro delle esperienze poco felici, contribuendo a indebolirisi sempre di più agli occhi dei suoi interlocutori.

    Tanto più che figura e ruolo dell’attuale Alta rappresentante sono già intaccati dall’idea di un accorpamento del Servizio per l’azione esterna, di cui Kallas è responsabile, alla Commissione europea. Un’ipotesi a cui ragiona la presidente dell’esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen. Kallas si muove in un contesto in cui tutti sanno che la sua posizione, già di prerogative ridotte, potrebbe conoscere ulteriori ridimensionamenti. È probabilmente questo che l’ha spinta a rivendicare autonomia decisionale, col risultato di mettersi in cattiva luce e produrre gli effetti contrari. Ora Kallas dovrà lavorare per eliminare i malumori da lei prodotti, per provare a rendersi protagonista con iniziative più appetibili e soprattutto meno personali.

    Tags: difesakaja kallasservizio per l'azione esternaue

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