Bruxelles – Il Belgio ha un problema crescente con le sue carceri: il comitato Anti-tortura del Consiglio d’Europa evidenzia “il peggioramento del sovraffollamento, della violenza e della carenza di servizi” nelle strutture di detenzione del Paese, sede della capitale dell’Unione europea. La denuncia, che conferma una problematica già emersa in passato, è contenuta nel rapporto che fa seguito alla visita compiuta tra il 15 e il 26 maggio 2025 in cinque carceri a Bruxelles, nelle Fiandre e in Vallonia, e nei centri di psichiatria forense di Anversa e Gand.
Nello specifico, denuncia Alan Mitchell, presidente del comitato Anti-tortura, “nei 14 mesi trascorsi dall’ultima visita in Belgio, la popolazione carceraria è aumentata di quasi il 4 per cento e il numero di persone che dormono su un materasso per terra è più che raddoppiato“. Ciò “nonostante le misure adottate per contrastare il sovraffollamento carcerario in Belgio”, che dimostrano l’inefficacia degli impegni. Secondo Mitchell “il deterioramento delle condizioni carcerarie in Belgio non solo potrebbe esporre i detenuti a trattamenti inumani e degradanti, ma rischia anche di minare l’intero sistema di giustizia penale”. Inoltre emerge che “molti” detenuti dispongono di meno di 4 metri quadrati di spazio personale.
Tra le criticità del sistema carcerario belga il Consiglio d’Europa segnala che, “a causa della carenza di personale, il livello minimo di servizio previsto dalla legge veniva raramente garantito” durante i giorni di sciopero e “spesso” risultava irraggiungibile anche in condizioni normali. Di conseguenza “i detenuti si trovavano frequentemente ad affrontare lunghe attese e cancellazioni che impedivano loro di partecipare a visite mediche, udienze o attività”.


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