Bruxelles – Permettere a chi lavora nell’istruzione di comprendere il ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) e analizzare come i sistemi scolastici europei stanno affrontando la trasformazione digitale. Perché “le tecnologie digitali, inclusa l’intelligenza artificiale generativa, stanno rapidamente trasformando il nostro modo di vivere, lavorare e apprendere”, ha spiegato oggi (22 settembre) la commissaria europea alla Cultura, Roxana Mînzatu, dopo che la Commissione europea ha pubblicato due studi sulle implicazioni dell’IA e delle tecnologie digitali nelle scuole europee.
Il primo rapporto, “Amico o nemico? Evidenze sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa nell’apprendimento e nell’insegnamento“, punta a creare delle linee guida istituzionali affinché gli insegnanti ottengano “una formazione professionale iniziale e continua” e sfruttino appieno i vantaggi offerti dall’IA. Il testo parte da alcune premesse: solo il 29,7 per cento degli insegnanti UE ha partecipato ad attività di formazione continua sull’uso dell’IA per l’insegnamento, mentre il 53 per cento non ha preso parte “né ha segnalato una forte esigenza in tal senso”. Il restante il 22 per cento ha dichiarato di aver seguito una formazione di questo tipo, non avvertendo, però, un forte bisogno di farlo.
Il secondo, “Istruzione digitale a scuola in Europa 2026: colmare le lacune in termini di accesso, insegnamento e apprendimento” rileva la diversità che persiste tra i vari sistemi scolastici europei, in cui emergono delle “differenze in termini di accesso a livello di singola scuola, supporto tecnico e ambienti digitali”. Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, lo studio sottolinea che quasi due terzi dei sistemi scolastici hanno elaborato strategie, orientamenti o altri quadri politici riguardanti l’IA. Di pari passo con il rapido progresso tecnologico, “i programmi nazionali di circa un terzo dei sistemi scolastici – prevalentemente in Europa occidentale e meridionale – includono competenze legate all’IA”.
Secondo quanto annunciato dall’esecutivo sui suoi canali ufficiali, i risultati forniranno elementi utili per il prossimo pacchetto sull’istruzione, che riguarderà “le competenze di base, gli insegnanti e gli educatori, nonché le infrastrutture per l’istruzione digitale”. Ciò farà sì che la tecnologia digitale sia “al servizio dei cittadini e dobbiamo garantire che questi strumenti sostengano concretamente l’apprendimento”, ha concluso Mînzatu.



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