Bruxelles – “Putin sa che non potrà mai prevalere sulla NATO”, ma bisogna fare di più per fermarlo. Un messaggio molto chiaro, ribadito oggi (30 settembre) dal segretario generale della NATO, Mark Rutte, ai partner dell’Alleanza Atlantica. Durante un suo intervento al Summit sulla difesa e lo spazio di Euronews, è stato chiesto al segretario se esista “una minaccia o un’escalation tale da rendere concreto il rischio di un impiego di armi nucleari contro i Paesi baltici”. La domanda è arrivata dopo che, poche ore prima, la Federazione russa ha inviato una lettera alla NATO in cui aveva minacciato che se “il suo territorio – inclusa l’exclave di Kaliningrad – avesse subito una qualsiasi minaccia, avrebbe fatto ricorso al suo arsenale nucleare”.
Secondo il segretario bisogna sottolineare che la NATO è “un’alleanza difensiva” e “ribadire la richiesta di porre fine alla guerra in Ucraina e alle minacce nucleari”. Ed è qui “che noi, come europei, americani e canadesi, possiamo contribuire a garantire che abbiano ciò di cui hanno bisogno”, ha spiegato. Un appello, quello di Rutte, a inviare o vendere all’Ucraina i missili Patriot – un sistema missilistico terra-aria a lungo raggio progettato per la difesa aerea e antimissile – prossimi alla scadenza. Prima della guerra in Iran, gli Stati Uniti erano il maggior fornitore dell’Ucraina, ma a causa dell’apertura di un nuovo fronte hanno ridotto le vendite, mentre Kiev ne ha bisogno per affrontare il prossimo inverno.
L’olandese si aspettava che durante l’ultimo vertice dell’Alleanza atlantica che si è tenuto ad Ankara, si sarebbe “concretizzata la questione”, permettendo ai partner di ottenere “le licenze necessarie per la produzione” dei missili. Ora, sebbene “la discussione sia in corso”, non aiuterà gli ucraini “nel breve termine, poiché costruire questi missili richiede molto tempo”, ha evidenziato. “Per il prossimo inverno e per le settimane e i mesi a venire, hanno semplicemente bisogno di più intercettori”, ha detto invitando a fornire “tutto ciò che potete: significa salvare vite umane”, ha concluso.
Lo stesso invito l’ha rinnovato lunedì (28 settembre) l’Alta rappresentante UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas, in occasione del Consiglio UE Difesa: “La difesa aerea è la priorità numero uno, la produzione di missili richiede tempo e i Patriot servono ora”, aveva avvertito.










