Bruxelles – Rilascio di 100 milioni di barili di petrolio in quattro mesi, l’impegno “a non imporre restrizioni all’esportazione di energia e prodotti energetici” tra i Paesi, e “l’invito a tutti i produttori ad astenersi dall’imporre divieti che potrebbero esacerbare le tensioni sui mercati”. Sono le decisioni assunte dai leader del G7 nella videoconferenza straordinaria organizzata per affrontare “le sfide sempre più critiche per la nostra sicurezza energetica”. Alla fine gli USA ottengono quello che da tempo chiedono agli alleati europei – la liberazione delle scorte di petrolio – e gli europei provano a digerire questa cessione evitando la conseguenza peggiore, cioè quella del divieto completo delle esportazioni di diesel a stelle e strisce che Trump ha lasciato temere nei giorni scorsi. Al termine, i capi di Stato e di governo di Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Canada, USA, Giappone hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui precisano di aver adottato “misure decisive e coordinate” perché “la volatilità dei mercati petroliferi” è “senza precedenti” e “l‘impennata dei prezzi minaccia la stabilità economica e il benessere dei nostri cittadini“.
Nello specifico, i leader hanno stabilito di coordinare “i piani di manutenzione delle raffinerie del G7 per evitare interruzioni simultanee della capacità produttiva” e aumentare “temporaneamente i tassi di utilizzo ove possibile”. Inoltre, “incoraggiamo il dialogo con i Paesi dotati di significative capacità di raffinazione affinché incrementino la produzione globale di prodotti raffinati, in particolare il diesel, alla luce delle attuali pressioni di mercato in questo segmento”. I leader si rivolgono anche all’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) a cui chiede “di monitorare l’attuazione immediata e completa degli impegni assunti nel marzo 2026”, quando fu assunta la prima decisione di rilascio delle scorte petrolifere. Per questo motivo, “tenendo conto degli impegni già assolti, attueremo i nostri impegni attraverso il rilascio coordinato, tramite l’AIE, di 100 milioni di barili (MB) nell’arco di quattro mesi con avvio immediato“. Una misura che “includerà un rilascio sostanzioso e anticipato di diesel – da parte dei membri e dei partner del G7 – entro i primi 20 giorni”. Non solo. La situazione è talmente volatile e preoccupante che i leader si dicono pronti a misure aggiuntive: “Nei prossimi giorni ci riuniremo nell’ambito dell’AIE per discutere, se necessario, la possibilità di ulteriori rilasci di diesel“.
Non ci sarà, invece, nessuna messa al bando all’export. “Ribadiamo il nostro impegno ad astenerci dall’imporre restrizioni all’esportazione di energia e prodotti energetici tra i Paesi del G7 ed esortiamo tutti i produttori a evitare divieti che potrebbero esacerbare le tensioni di mercato“. E “invitiamo l’AIE a monitorare l’impatto di tali misure sulla sicurezza energetica e sulla stabilità del mercato, nonché l’attuazione degli impegni assunti. Entro 20 giorni dovrà essere presentato un rapporto di verifica contenente raccomandazioni operative per migliorare le risposte future, incluso il ripristino delle scorte”, scrivono i leader. La dichiarazione, infine, condanna “i continui attacchi dell’Iran contro i Paesi vicini della regione e le sue azioni di disturbo al commercio internazionale, alla sicurezza energetica e all’economia globale”; chiede “il pieno e immediato ripristino dei diritti e dei principi di navigazione nello Stretto di Hormuz” ed esprime apprezzamento per “l’impegno degli Stati Uniti volto a garantire il libero flusso commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz”.
La riunione di oggi è stata convocata dal presidente Emmanuel Macron, dato che per il 2026 è la Francia ad avere la presidenza di turno del G7. “Siamo d’accordo per lavorare in modo coordinato per contribuire alla riduzione dei prezzi dei prodotti petroliferi, in particolare del diesel”, ha detto alla stampa. “Auspico che tutto questo possa accompagnare e innescare un calo dei prezzi sui mercati mondiali”, ha aggiunto sottolineando che “i mercati hanno già iniziato a scendere dall’annuncio di questa riunione e ciò dovrebbe normalmente portare a far calare i prezzi sia del greggio che del diesel”.
Il capo dell’Eliseo ha voluto specificare che le decisioni adottate non sono il frutto del pressing del presidente Trump sugli alleati europei per fargli rilasciare le riserve strategiche di gasolio. “La dinamica delle nostre discussioni non è stata di minaccia, ma costruttiva. Ci siamo impegnati tutti insieme a liberare queste scorte strategiche”, ha proseguito Macron. Inoltre, “ci siamo tutti impegnati a che non vi sia alcun divieto all’esportazione. In particolare, il presidente Trump è stato molto chiaro su questo punto, e penso che sia molto positivo”, ha sottolineato. Sarà, ma da oltre Oceano è proprio Trump a commentare soddisfatto: “L’Europa ha appena deciso di immettere sul mercato una quantità ingente delle proprie scorte di gasolio. Il processo avrà inizio immediatamente”.
Nel vertice straordinario, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “ha condiviso” con gli altri leader “le iniziative del governo per contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese: il tetto ai prezzi dei carburanti ottenuto dalle principali compagnie petrolifere, gli interventi sulle accise e le proposte presentate dall’Italia alla Commissione europea”. Inoltre, “ha sostenuto un’azione coordinata sulle scorte, mirata sul gasolio, e ha rilanciato la proposta di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo”. Intanto, le misure annunciate sono state accolte “con favore” dal presidente del Consiglio europeo, António Costa, che ha sottolineato che il tema sarà al tavolo del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. “Questa crisi sottolinea inoltre l’importanza di ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili e di accelerare la transizione verso fonti energetiche prodotte internamente”, ha concluso il presidente del Consiglio europeo. Plauso anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “I nostri cittadini hanno bisogno e meritano un’energia accessibile” e “sosteniamo un rilascio coordinato da parte dell’AIE delle scorte di carburante, mentre manteniamo la rotta sulla transizione pulita, per ottenere maggiore sicurezza energetica”, ha scritto.
Nelle stesse ore, anche a Bruxelles si parlava di crisi energetica: gli ambasciatori degli Stati membri europei si sono riuniti per confrontarsi sulla situazione perché, secondo quanto si apprende da alcune fonti, il mercato del gasolio è “attualmente caratterizzato da una forte tensione che sta determinando prezzi elevati per i consumatori di tutto il mondo”. Alla riunione, ha partecipato anche la Commissione europea, con funzionari della direzione generale Energia, che ha fornito un aggiornamento sulla situazione attuale e sul coordinamento in corso a livello UE, anche in ambito G7. La presidenza irlandese del Consiglio dell’UE, fanno sapere delle fonti, continuerà a collaborare con gli Stati membri europei sulla situazione energetica globale.










