Bruxelles – L’obiettivo era “chiaro”: il commissario europeo per il Commercio, Maroš Šefčovič, è andato in visita a Pechino ieri (8 ottobre) e oggi (9 ottobre) per riequilibrare gli scambi commerciali con il colosso asiatico. Alla conclusione della due giorni, arrivano i primi risultati concreti, e nella conferenza stampa di oggi a margine del secondo incontro del Meccanismo di consultazione su commercio e investimenti (TIC) – dove Šefčovič ha dialogato con la sua controparte cinese, il ministro del Commercio, Wang Wentao – il commissario ha festeggiato la firma di una dichiarazione congiunta e l’intesa su tre punti fondamentali.
In primo luogo, “abbiamo raggiunto un’intesa per moderare le esportazioni cinesi di veicoli ibridi e ibridi plug-in verso l’Unione europea“, ha sottolineato Šefčovič, aprendo “alla prospettiva di ridurre le esportazioni cinesi di oltre il 50 per cento”. Questo era forse il tassello più complesso della negoziazione perché le auto ibride cinesi – auto che combinano un motore termico (a benzina o diesel) con un motore elettrico e una piccola batteria, mentre le auto plug-in sono un’evoluzione dell’ibrido che possiede una batteria molto più grande e un motore elettrico più potente – la fanno quasi da padrone sul mercato europeo. Secondo quanto riportato dal media Bloomberg ad agosto 2026, i costruttori cinesi di auto ibride hanno messo a segno un record: quasi il 12 per cento delle auto nuove immatricolate nel continente aveva un marchio arrivato dalla Cina. Il commissario non ha fornito molti dettagli, ma ha osservato che “non abbiamo mai avuto un livello così alto di scambi e contatti come ciò che è avvenuto negli ultimi 34 mesi”, lasciando intendere che le richieste europee sono parse “ragionevoli” alla Repubblica popolare.
Secondo elemento. “Abbiamo raggiunto un’intesa per migliorare l’accesso al mercato cinese per una serie di prodotti dell’UE, applicando le tariffe più favorevoli previste dalla clausola della “nazione più favorita” (NPF)” prevista dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Šefčovič ha precisato che i prodotti “spaziano dalla componentistica automobilistica all’olio d’oliva e alle calzature, per un valore complessivo delle esportazioni attuali pari a quasi 4 miliardi di euro”. Una misura, che se entrerà in vigore, permetterà di risparmiare “almeno 225 milioni di euro”. A titolo di confronto, “si tratta di una cifra pari a un quarto dei risparmi previsti da alcuni dei nostri ambiziosi accordi di libero scambio,come quelli con il Giappone o l’Australia”, ha precisato il commissario.
E infine, UE e Cina hanno raggiunto “un’intesa per agevolare ulteriormente il rilascio delle licenze di esportazione cinesi per le terre rare e i magneti permanenti“. L’elefante nella stanza, cioè il deficit commerciale “insostenibile” dell’UE con la Cina per oltre un miliardo al giorno, è ancora lì, ma può essere affrontato partendo dal dialogo. “Ciò di cui abbiamo bisogno è un risultato tangibile da questa fase di negoziati molto intensa”, ha evidenziato. “So che, ad esempio, i nostri partner americani hanno affrontato molti più round di noi. Noi abbiamo attraversato questa fase molto intensa, ma credo che abbiamo ottenuto ottimi risultati”, ha aggiunto. Ma non c’è spazio per l’entusiasmo. “Siamo ben lungi dalla conclusione”, ha chiarito. I colloqui commerciali tra Bruxelles e Pechino, pur essendo “un primo passo fondamentale”, rappresentano “solo un primo passo nel processo di riequilibrio”, ha sottolineato. E rivolgendosi alle sue controparti ha dichiarato: “Il dialogo richiede risultati e, laddove il dialogo non dovesse produrli, l’UE farà ricorso ai propri strumenti per garantire un riequilibrio“.
Intanto, Šefčovič tornerà a incontrare Wentao “nuovamente a livello ministeriale entro il mese di gennaio e organizzeremo, a marzo, la terza sessione di consultazioni su commercio e investimenti per proseguire il lavoro”. Adesso la palla passa al Consiglio europeo che si riunirà a Bruxelles il 15 e il 16 ottobre. “È lì che verrà presa la decisione finale”, ha osservato. Perché sui modi per limitare le esportazioni di ibride e ibride plug-in dalla Cina, “esistono diverse tecniche per fare queste cose”, ha proseguito. “E credo che, se guardate solo agli ultimi due mesi, troverete la risposta. Ma capirete certamente che devo prima discutere la tecnica e le procedure e ottenere l’avallo dei leader dell’Unione europea per questi passi”, ha specificato. “Posso garantirvi che, una volta ottenuto quell’avallo, inizieremo a lavorare il prima possibile: sarà la prima cosa che faremo appena rientrati a Bruxelles. E sapete che i leader esamineranno per la prima volta queste soluzioni negoziate e questa intesa comune già giovedì prossimo”, in occasione del Consiglio europeo. “Quello sarà chiaramente il momento in cui le guarderanno e le valuteranno, e poi inizieremo ad agire e a mettere in atto tutte le procedure”, ha concluso.

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European Union , 2024]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/10/eu-china-350x250.jpg)









