Bruxelles – Il bilancio dell’Unione europea per il settennato 2028-2034 deve essere ambizioso, equo ed equilibrato. È la richiesta che mettono nero su bianco i 17 leader dei Paesi dell’Unione europea ‘Amici della Coesione’ nella dichiarazione comune adottata dopo il loro incontro di coordinamento, organizzato da Italia e Romania, in vista del negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’UE.
“Abbiamo deciso di restare uniti nel negoziato sul prossimo bilancio UE attorno a quattro priorità“, ha precisato via X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. I quattro punti evidenziati sono “risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni; salvaguardare coesione e agricoltura sia sul piano delle risorse sia su quello delle regole di finanziamento; contribuzioni eque da parte degli Stati membri; no agli sconti sui contributi nazionali”. E anche se nello stesso Palazzo Europa e negli stessi momenti si sta svolgendo anche la riunione tra i Paesi cosiddetti frugali – Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svezia, Finlandia e Belgio -, la premier sottolinea che i 17 continueranno “a lavorare insieme perché queste priorità siano riflesse nell’accordo finale”.
I negoziati sul prossimo Qfp “entrano in una fase decisiva”, ricorda la dichiarazione comune degli ‘Amici della Coesione’ evidenziando che la richiesta ribadita “congiuntamente” è che il bilancio dell’UE sia “ambizioso, equo ed equilibrato, capace di affrontare le nuove sfide, salvaguardando al contempo le politiche fondamentali dell’Unione sancite dai Trattati”. Da questo punto di partenza, discendono le quattro priorità. La prima è “preservare la capacità del bilancio dell’UE di produrre risultati“, perché “dopo due riduzioni consecutive, l’entità del bilancio proposto si è contratta all’1,02 per cento del RNL (Reddito Nazionale Lordo) dell’UE, escludendo i rimborsi legati al piano NGEU (NextGenerationEU)” per la ripresa dalla pandemia di Covid.19. “Riteniamo che l’accordo finale debba garantire al bilancio dell’UE la possibilità di far fronte alle priorità esistenti ed emergenti, tutelando al contempo le politiche chiave”, scandiscono i leader.
Secondo aspetto prioritario: “Tutelare le dotazioni finanziarie, incluse quelle per la coesione e l’agricoltura, sia in termini di stanziamenti che di attuazione”. Per i leader, “risorse adeguate devono essere accompagnate da norme che salvaguardino gli obiettivi specifici di tali politiche, consentendo agli Stati membri e alle regioni di utilizzare efficacemente i fondi disponibili”. Terzo aspetto, “un sistema di entrate più equo, non regressivo ed equilibrato”. In questo contesto, i leader si dicono “pronti a un confronto costruttivo sul versante delle entrate, ivi comprese le nuove risorse proprie”. Ma “i parametri che regolano le risorse proprie – esistenti o nuove – devono assicurare una ripartizione equa ed equilibrata dell’onere finanziario tra gli Stati membri, eliminando al contempo ogni carattere regressivo nell’insieme del sistema delle entrate”. Infine, ” nessun meccanismo di correzione (rebate)”, cioè i rimborsi accordati ad alcuni Stati membri, perché “i correttivi preferenziali basati sul RNL non trovano posto in un bilancio dell’UE moderno ed equo”.
La dichiarazione precisa che i 17 leader sono uniti e determinati su questi quattro elementi. “Ci siamo impegnati a mantenere un fronte unito su questi quattro principi per l’intera durata dei negoziati e a collaborare affinché le nostre priorità condivise trovino riscontro nell’accordo finale”, conclude la dichiarazione.

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