Bruxelles – Stadio della Roma, il progetto per il nuovo impianto è sempre più un caso. L’opera non rispetterebbe le normative europee, secondo l’europarlamentare Dario Tamburrano (M5S/La Sinistra), che chiede verifiche e porta il dossier ad un livello mai visto prima, quello comunitario. Un tema tutto nazionale va oltre gli ambiti di Comune di Roma, Regione Lazio e governo e diventa oggetto dei lavori delle istituzioni dell’UE.
L’annuncio che arriva da Bruxelles rappresenta un colpo di scena rispetto a una vicenda che sembrava chiusa, visto il via libera deliberato dopo 15 anni di braccio di ferro tra Associazione Sportiva Roma e istituzioni, per un dossier rimasto sulla scrivania di quattro sindaci (Gianni Alemanno, Ignazio Marino, Virginia Raggi e Roberto Gualtieri, in carica) e un commissario prefettizio (Francesco Paolo Tronca).
Stadio della Roma, una storia infinita
L’Associazione Sportiva Roma ha iniziato a lavorare a un posto alternativo allo stadio Olimpico (di proprietà del CONI) dal 2011, da quando la nuova proprietà statunitense allora di Thomas Di Benedetto ne fece una priorità. Era convinzione, come adesso, che uno stadio di proprietà fosse e sia una pre-condizione necessaria per una squadra più competitiva. Dopo i ragionamenti del caso, a dicembre 2012 venne identificata in Tor di Valle l’area per il futuro impianto, con progetto presentato nel 2013. Lungaggini burocratiche, cambi di amministrazioni a Roma e di proprietà dell’AS Roma hanno portato all’abbandono del progetto.
La dirigenza giallo-rossa non ha però rinunciato all’idea di uno stadio di proprietà, e nuovi studi di fattibilità hanno portato a scegliere in Pietralata l’area dove far sorgere la struttura. Un’idea che ha incontrato le resistenze dei comitati di quartiere e di associazioni, ma che non hanno impedito alla politica e agli uffici tecnici di approvare il piano. La conferenza dei servizi ha dato il via libera il 28 settembre di quest’anno, per lavori che dovrebbero iniziare per marzo 2027. Forse.
Violazione delle normative europee
“L’autorizzazione a costruire lo stadio previsto in località Pietralata a Roma non rispetterebbe le direttive europee“, sostiene Tamburrano. Più nello specifico, spiega, “le più gravi violazioni del diritto europeo riguarderebbero le direttive che disciplinano, rispettivamente, i Contratti Pubblici e Rete Natura 2000, in tema di tutela ambientale“. È convinzione dell’europarlamentare che in materia ambientale “non è stata effettuata la valutazione di incidenza per valutare gli eventuali effetti di perturbazione sulle non lontane aree protette della rete UE Natura 2000 che si trovano nella città di Roma”.
Per questa ragione è stata inviata dallo stesso esponente pentastellato una lettera al Commissario Straordinario, al Presidente della Regione Lazio, al Sindaco di Roma Capitale, all’ANAC e al DIPE per “verificare la corretta applicazione delle norme comunitarie chiedendo di revocare, in caso di violazione, l’autorizzazione in base al principio della doverosa autotutela”. Altrimenti, avverte Tamburrano, “il nostro Paese altrimenti di aggravare le procedure di infrazione a suo carico, o addirittura di vedersene aperte di nuove”.
![Presentazione del progetto per il nuovo stadio della Roma [foto: Daniele Scudieri/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/10/Imagoeconomica_695960-750x375.jpg)
![[foto: imagoeconomica, via ASROMA]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/Imagoeconomica_2428033-350x250.jpg)
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