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    Home » Difesa e Sicurezza » L’UE spinge la produzione delle raffinerie, Jørgensen: “Diesel essenziale a economia e difesa”

    L’UE spinge la produzione delle raffinerie, Jørgensen: “Diesel essenziale a economia e difesa”

    Il dialogo è una piattaforma che punta a massimizzare la produzione dei combustibili essenziali

    Iolanda Cuomo di Iolanda Cuomo
    28 Ottobre 2026
    in Difesa e Sicurezza, Energia
    Il commissario per l’Energia, Dan Jørgensen, e il commissario europeo per la Difesa, Andrius Kubilius durante il briefing per l' incontro del primo dialogo europeo sulle raffinerie. Crediti: Commissione europea

    Il commissario per l’Energia, Dan Jørgensen, e il commissario europeo per la Difesa, Andrius Kubilius durante il briefing per l' incontro del primo dialogo europeo sulle raffinerie. Crediti: Commissione europea

    Bruxelles – Aumentare la produzione degli impianti di raffinazione in Europa. Questo è l’obiettivo della Commissione europea per far fronte alla crisi posta dai prezzi elevati dei carburanti, con un occhio speciale sul comparto della difesa. “Data la difficile realtà geopolitica e le urgenti esigenze di sicurezza in Europa, dobbiamo garantire forniture affidabili”, ha dichiarato oggi (28 ottobre) il commissario per l’Energia, Dan Jørgensen, in conferenza stampa in occasione del primo incontro del dialogo europeo sulle raffinerie. Si tratta di una piattaforma che ha un obiettivo ben chiaro: “Massimizzare la produzione dei combustibili più urgenti, in particolare il carburante per aerei e il diesel che sono essenziali per la mobilità, l’economia in generale e la nostra difesa”. Presieduta da Jørgensen e dal commissario europeo per la Difesa, Andrius Kubilius, la riunione ha visto la partecipazione di rappresentanti del settore, imprenditori, società di ingegneri, le principali associazioni di categoria e la NATO.

    In “una crisi energetica dove i prezzi del greggio e dei prodotti petroliferi sono aumentati in modo significativo a livello globale, e i costi del carburante nell’UE stanno salendo alle stelle”, ha spiegato Jørgensen, le raffinerie europee hanno svolto un ruolo fondamentale “nel garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, producendo i combustibili richiesti dal mercato, inclusi i carburanti per l’aviazione”. Tuttavia, oggi tali imprese sembrano essere in crisi. Secondo quanto riportato dal commissario, “negli ultimi due decenni, circa il 25 per cento delle raffinerie dell’UE ha chiuso i battenti, riducendo la capacità di raffinazione interna di circa il 10 per cento”. Inoltre, “come sottolineato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, prevediamo che il mercato globale del diesel rimarrà sotto pressione almeno fino al 2027, il che manterrà i prezzi elevati”, ha aggiunto. Per questo motivo “ci impegneremo a incrementare i volumi in uscita dagli impianti di raffinazione in Europa” e ci “assicureremo che tali forniture siano accessibili in termini di costi”, ha annunciato.

    Il danese ha anche osservato che, nel lungo termine, “le raffinerie e i nuovi operatori del settore dovranno intraprendere un percorso orientato a una maggiore produzione di biocarburanti”, perchè “il potenziale è notevole”, considerando che “la produzione di combustibili liquidi rinnovabili ha già compensato, in parte, la riduzione della capacità di raffinazione in Europa”. Nell’ambito di questo dialogo, “lavoreremo a una tabella di marcia condivisa per la sua trasformazione, affinché possa contribuire agli obiettivi di sicurezza dell’UE, in linea con le nostre ambizioni climatiche”, ha evidenziato. Ma tutto ciò è nel lungo termine perché nel breve l’occhio europeo è ancora puntato sui fossili. “Un adeguato rifornimento di carburante alle nostre forze armate – ha commentato Kubilius – è cruciale per la nostra prontezza difensiva” perché “senza carburante la difesa è impossibile”. Ma “senza i combustibili fossili tradizionali ancora per molti anni la difesa non sarà possibile“, ha scandito.

    In conferenza stampa, Kubilius ha chiarito i quattro punti chiave dell’incontro. “Innanzitutto, abbiamo bisogno di una capacità produttiva adeguata per i carburanti, compresi quelli sostenibili per l’aviazione, guardando al lungo periodo”, ha precisato il commissario. Al secondo posto, il mantenimento di “una capacità di raffinazione sufficiente, tenendo conto della transizione che il settore della raffinazione sta attraversando e della necessità, per le nostre industrie di raffinazione, di rimanere competitive”. Il terzo punto è il garantire l’accesso ai rifornimenti. In altre parole, “dobbiamo assicurarci di essere in grado di trasportare i carburanti in caso di crisi”. Ed infine “dobbiamo occuparci della resilienza delle nostre infrastrutture critiche per i carburanti”. Ciò significa “proteggere tali infrastrutture, ma anche esaminare progetti molto concreti, ad esempio, su come potenziare le capacità del sistema di oleodotti dell’Europa centrale che è stato costruito durante la guerra Fredda”. Secondo il commissario per la Difesa, inoltre, “l’attuale sistema è concentrato nella parte occidentale dell’Europa; dobbiamo quindi valutare come espandere tale infrastruttura per favorire l’approvvigionamento verso il fianco orientale“.

    Jørgensen ha giudicato “molto proficuo” il dialogo di oggi, “ma rappresenta solo un primo passo”. Dunque, ora proseguirà il lavoro a livello tecnico in vista di una nuova riunione all’inizio dell’anno prossimo per “fare il punto sui progressi compiuti”. Il settore “ha avanzato alcune proposte che dobbiamo valutare”, ha concluso.

    L’Unione punta, quindi, ad ampliare la potenza delle sue raffinerie. Nonostante le temperature dei mesi passati che a Bruxelles sono state bollate come “l’estate della verità“. Secondo Copernicus, “l’estate del 2026 in Europa è stata caratterizzata da un caldo persistente, uno stress termico da record, gravi condizioni di siccità, portate fluviali eccezionalmente basse e incendi boschivi diffusi. L’Europa occidentale ha registrato la sua estate più calda mai registrata, mentre l’Europa nel suo complesso ha registrato la terza estate più calda”.

    Tags: Andrius Kubiliusbiofuelcarburanticommissione europeadan jorgensenpalazzo berlaymontraffineria

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