Bruxelles – Più diversificazione dei fornitori di gas per affrontare un inverno che si preannuncia difficile e meno vincoli europei sugli obiettivi energetici dopo il 2030. È la linea sostenuta dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, al Consiglio Energia dell’UE, riunito oggi (29 ottobre) a Lussemburgo.
Il tema della sicurezza degli approvvigionamenti si intreccia con quello dei prezzi e delle difficoltà delle famiglie a sostenere le spese energetiche. Stamattina il commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, ha avvertito che oltre 50 milioni di europei non riescono a riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni. Sullo sfondo, la crisi in Medio Oriente e i rischi legati alla guerra russa contro l’Ucraina. Per Pichetto, “le attuali tensioni geopolitiche hanno evidenziato la necessità di un approccio più globale, in particolare per quanto riguarda il mercato del gas, orientato a un’ampia diversificazione delle rotte del GNL”.
La risposta, secondo il ministro, deve passare da più coordinamento europeo e da una maggiore flessibilità nelle forniture. Roma chiede una risposta comune, anche attraverso contratti a lungo termine con altri esportatori di energia e l’allentamento di alcuni vincoli della normativa UE.
Per lo Stivale, sono tre gli elementi principali. Il primo è che “la diversificazione rimane il principale strumento di sicurezza”, ha sottolineato il ministro, evidenziando che “l’Italia ha diversificato in misura sostanziale il proprio portafoglio di approvvigionamento di gas”. In secondo luogo, il fatto che “trasparenza del mercato e coordinamento rafforzano la resilienza” perché “il monitoraggio costante dei mercati e dei flussi consente di reagire in modo più rapido ed efficace alle interruzioni”. Terzo, “la flessibilità delle infrastrutture è fondamentale” perché “i terminali GNL, le interconnessioni, gli impianti di stoccaggio del gas e le capacità di flusso inverso si sono dimostrati essenziali per la gestione dei rischi di approvvigionamento”. Infine, se fosse necessario, “in condizioni normali la riduzione volontaria della domanda dovrebbe rimanere l’opzione preferenziale”.
Sul fronte della transizione energetica, invece, l’Italia invita Bruxelles a non imporre nuovi obiettivi vincolanti dopo il 2030. Il ministro ha ricordato che i consumi dipendono anche da fattori come PIL, popolazione, andamento climatico e crescita dei data center. Per questo, Pichetto ha chiesto di “tenere conto in maniera adeguata dei diversi punti di partenza degli Stati membri” ed evitare di “penalizzare gli Stati membri che hanno già realizzato significativi progressi in passato o sono storicamente più efficienti”. Ma infine, chiarisce il ministro, Roma sostiene comunque lo sviluppo dell’elettrificazione e il rafforzamento delle interconnessioni per integrare le rinnovabili, purché siano “ulteriormente sviluppati, tenendo conto delle specificità nazionali, come direttrice fondamentale della decarbonizzazione”.












