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    Home » Non categorizzato » Portogallo, André Silva (PAN): «Basta col mito della crescita e del consumo infinito»

    Portogallo, André Silva (PAN): «Basta col mito della crescita e del consumo infinito»

    [di Luigi Pandolfi] In Portogallo il governo guidato dal socialista Antonio Costa ha superato lo scorso 3 dicembre la prova del parlamento grazie al voto dei partiti che si collocano alla sinistra del PS. Si è astenuto invece il deputato e leader del partito ambientalista PAN André Silva, al quale abbiamo fatto qualche domanda sul nuovo esecutivo.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    18 Dicembre 2015
    in Non categorizzato

    di Luigi Pandolfi

    In Portogallo il governo guidato dal socialista Antonio Costa ha superato lo scorso 3 dicembre la prova del parlamento grazie al voto dei partiti che si collocano alla sinistra del PS. Si è astenuto invece il deputato e leader del partito ambientalista PAN André Silva, al quale abbiamo fatto qualche domanda sul nuovo esecutivo. È la prima volta che il PAN (Pessoas-Animais-Natureza/Persone, Animali e Natura), con l’1,4 per cento, conquista un seggio al parlamento di Lisbona. 

    Alla fine il presidente Cavaco Silva è stato, per così dire, “costretto” ad incaricare il socialista Costa per la formazione di un nuovo esecutivo, a seguito delle elezioni dello scorso 4 ottobre. Che cosa si aspetta il PAN da questa svolta di governo.

    Il PAN si basa sull’analisi di dati e programmi concreti, per cui agirà sempre in conformità con le cause che difende. Siccome si è raggiunto il compromesso di integrare nel programma di governo le sei misure proposte dal PAN e, in più, ci si è accordati sulla possibilità di concedere ai municipi il potere di decidere se vogliono o meno permettere spettacoli in cui si esercitano crudeltà sugli animali, il nostro voto si è orientato sull’astensione. E assicuriamo che il voto precedente non è stato a favore della mozione di rigetto nei confronti del governo della coalizione PàF [Portugal à Frente, la coalizione di centrodestra guidata dal premier uscente Passos Coelho], bensì dovuto al fatto che non ci rivedevamo nel programma della coalizione PàF, anche perché non siamo stati delucidati in merito alle sei domande che avevamo preliminarmente posto all’esecutivo. Ad ogni modo il PAN sarà sempre disponibile ad aiutare, di misura in misura, di proposta in proposta, i portoghesi e le portoghesi, gli animali e tutti gli ecosistemi a crescere in una società realmente sostenibile, equilibrata e più equa.

    Il Portogallo è uscito dal cosiddetto “programma di salvataggio” concordato con la troika nel 2011 con problemi sociali molto gravi (aumento delle disuguaglianze, povertà, disoccupazione, precarietà), a dispetto di certi toni trionfalistici, ascoltati anche nella recente campagna elettorale, sui “segnali di ripresa” dell’economia. Quali saranno le misure più urgenti che saranno adottate dal governo per far fronte a tali problemi?

    Questa domanda bisognerebbe rivolgerla direttamente al governo, però, rapidamente, possiamo comprendere che ci si concentra puramente sulle persone e si scarta in modo allarmante l’ecologia. Tanto il PS quanto i restanti partiti promuovono ancora il mito della crescita e del consumo infinito in un sistema di risorse limitate e sull’orlo del collasso ecologico, qualcosa che in pieno picco del petrolio si rivela insensato e irreale. La società esige nuove risposte alle vecchie sfide. Il PAN manterrà il suo impegno a dare un aiuto in questa transizione verso un’economia ecologica e focalizzata sul benessere delle persone e sul rispetto per i diritti di tutti gli animali

    Invece, quali sono in concreto le proposte politico-programmatiche del PAN?

    Il PAN ha partecipato alle elezioni del 2015 presentando più di 160 misure nell’area umana, animale ed ecologica, che si possono consultare sul sito: http://legislativas2015.pan.com.pt. Abbiamo tuttavia sette priorità in questa legislatura, sapendo a priori che con un solo deputato sarà complesso implementarle tutte, nella loro totalità. Le priorità si concentrano sul riconoscimento dei dritti della natura, nel creare lo statuto giuridico dell’animale, nell’abolire gli spettacoli con la sofferenza o la morte di animali, in particolare le corride (‘touradas’ in portoghese), i circhi e la caccia sportiva, nel difendere un reddito di base incondizionato, nel chiudere i canili di abbattimento, imporre dei tributi alla produzione e distribuzione agricola e di allevamento intensivi e nell’appoggiare, per contro, l’agricoltura biologica, locale e stagionale e, infine, nell’ampliare i diritti genitoriali affinché le famiglie abbiano più tempo per i propri figli.

    I recenti accadimenti in Grecia hanno dimostrato com’è difficile effettuare dei cambiamenti sostanziali a livello nazionale con le attuali regole europee. Crede che la situazione sarà diversa in Portogallo?

    Il sistema politico greco opera nello stesso senso della matrice europea. Entrambi sono condizionati dal sistema monetario fiduciario e intimamente legati al paradigma del consumo continuo in un pianeta con risorse finite. Perciò un “cambiamento” più a sinistra o più a destra, di poco risolve strutturalmente i problemi che abbiamo di fronte. L’Europa deve diventare il contrario di ciò che si porta avanti a livello delle cupole di gestione, deve diventare un “laboratorio della democrazia”, e deve fungere da esempio di trasformazione sociale-democratica con forti basi ecologiste e non speciste. Abbiamo tutte le condizioni per cambiare in positivo, basta lavorare nelle strutture della società attraverso l’esempio, cambiando le mentalità e agendo quotidianamente per una democrazia più partecipativa.

    Traduzione dal portoghese a cura di Luca Onesti. 

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