Bruxelles – Lo scandalo dei cosiddetti “Panama papers” tocca anche la Commissione europea. Tra i nomi usciti fuori tra i documenti rivelati da un’inchiesta dell’Icij, il consorzio internazionale dei giornalisti investigativi, che ha rivelato un network di 214 mila società di comodo (off-shore) basate a Panama presso lo studio legale Mossack Fonseca, figura anche quello del commissario a Clima ed Energia, Miguel Arias Cañete. I documenti mostrano che tra gli off-shore c’è anche il gruppo di investimenti Rinconada, creato nel 2005, di cui è azionista Micaela Domecq Solis-Beaumont, la moglie di Cañete.
“Secondo le informazioni fornite dal commissario la sua dichiarazione di interessi (che si fa prima di prendere l’incarico, ndr) è in regola con il codice di condotta visto che include tutte le attività professionali e gli interessi finanziari della moglie che potrebbero porre un conflitto di interessi”, ha affermato il portavoce dell’esecutivo comunitario, Margaritis Schinas. Il portavoce ha aggiunto che “per quanto riguarda la compagnia citata dall’inchiesta, secondo le informazioni fornite dal commissario, sarebbe stata inattiva per anni prima che Cañete entrasse in carica”, e quindi per Bruxelles “una compagnia inattiva non può produrre un’incompatibilità”. Inoltre il commissario ha rivendicato che il matrimonio è in regime di separazione dei beni.
Oltre all’inopportunità di possedere, seppure indirettamente, un’azienda in un paradiso fiscale, in una Commissione che ha promesso lotta dura all’evasione, e che ha già nel suo presidente, Jean-Claude Juncker, un punto debole come ha mostrato anche lo scoppio dello scandalo LuxLeaks, nei confronti di Cañete si pone anche un potenziale di conflitto di interessi. La moglie e i figli del politico, hanno ricevuto finanziamenti da Bruxelles per i loro allevamenti di tori destinati alle corride quando Cañete era ministro dell’Agricoltura in Spagna. E non sarebbe il primo conflitto di interessi visto che lo spagnolo è stato sotto la lente fin dalla sua nomina a commissario per Clima ed Energia, avendo posseduto azioni nelle società Petrolifera Ducar e Petrologis Canarias, azioni che vendette quando assunse l’incarico a Bruxelles.
Il dossier “Panama papers” consiste in 11,5 milioni di file segreti per un totale di 2,6 terabyte – e-mail, PDF e file – che coprono un periodo che va dal 1970 alla primavera del 2015. Fra i nomi dei personaggi coinvolti diversi leader mondiali attuali ed ex, imprenditori e celebrità.
Tra gli europei coinvolti ci sarebbe il padre del premier inglese David Cameron, ma anche il presidente ucraino, Petro Poroshenko, l’uomo con cui Bruxelles sta trattando da mesi per l’avvicinamento tra l’Ucraina e l’Europa



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