- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 15 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » “Chi propone un tetto ai titoli di Stato vuole buttare la palla fuori dal campo”

    “Chi propone un tetto ai titoli di Stato vuole buttare la palla fuori dal campo”

    Alla vigilia della conferenza sull’Uem con il ministro Padoan, Eunews ha intervistato il presidente della commissione politiche Ue di Montecitorio, Michele Bordo, che attacca Weidmann e rilancia sulla flessibilità

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    3 Maggio 2016
    in Economia, Politica

    Roma – Alla vigilia della conferenza su ‘I progressi dell’Unione economica e monetaria – l’agenda vista dall’Italia’, Eunews ha intervistato il presidente della commissione Politiche Ue di Montecitorio, Michele Bordo, che respinge la proposta tedesca di imporre un tetto ai titoli di Stato nei bilanci delle banche come “un modo per buttare la palla fuori dal campo”. Il vero problema dell’Eurozona, e dell’Europa in senso più ampio, a suo avviso è l’assenza di risorse comuni per far fronte a problemi comuni. Vede una soluzione negli eurobond e rilancia sulla flessibilità delle regole di bilancio. “In prospettiva”, dice, dovrà valere anche sulle spese per gli investimenti e per i cofinanziamenti nazionali alle politiche di coesione. L’esponete del Pd critica Weidmann e condanna le richieste di ‘austerità preventiva’ alla Grecia.

    Michele Bordo, presidente comm. Politiche Ue Camera
    Michele Bordo, presidente comm. Politiche Ue Camera

    Presidente Bordo, uno dei prossimi passi per l’Unione economica e monetaria dovrebbe essere il completamento dell’unione bancaria con la garanzia comune sui depositi. La Germania però vuole prima un tetto ai titoli di Stato nei portafogli delle banche. Siamo allo stallo?

    Non so se siamo a uno stallo, ma non è possibile che ogni volta alcuni Paesi introducano elementi nuovi nel dibattito. C’era l’impegno a completare l’Unione bancaria con il sistema europeo di garanzia sui depositi – noi insistiamo da tempo anche per un sistema di garanzia sul debito, che prima o poi dovrà essere realizzato – e ritengo si debba proseguire su questa strada. Di fronte alle emergenze che l’Ue sta affrontando c’è chi ritiene una priorità fissare dei limiti ai debiti sovrani acquistabili dalle banche. Questo non ci convince. Pensiamo si debba ragionare su una politica economica condivisa, diversa da quella tutta basata sull’austerità, perché riteniamo che solo così possa tornare la crescita e, insieme con essa, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee. Concentrarsi su altro, in questo momento, è un modo per buttare la palla fuori dal campo.

    Per “sistema di garanzia sul debito” si riferisce agli eurobond. Il governo italiano li ha riproposti come strumento finanziario per il migration compact. La Germania propone invece di usare risorse dal bilancio Ue, che però è limitato. La soluzione è un’eurotassa?

    In questi anni abbiamo assistito a un taglio delle risorse versate dai singoli Paesi all’Ue. Noi siamo sempre stati dell’avviso che invece bisogna incrementare le risorse comuni, perché avevamo la consapevolezza di dover far fronte a situazioni che i singoli Stati da soli non possono affrontare. L’emergenza migratoria lo conferma. Perfino la Germania, che la scorsa estate aveva provato a dare una risposta come Paese, ha dovuto constatare che non è possibile riuscirci. Spero che le difficoltà, pure economiche, che l’Ue sta avendo nel rispondere ad alcune emergenze convincano gli Stati membri. Di fronte a questioni che richiedono risposte europee sono necessarie anche risorse europee. Su come trovarle bisogna mettersi d’accordo a livello comunitario. Personalmente mi convince di più l’idea degli eurobond, e sono certo che ci arriveremo.

    Da cosa nasce questo suo ottimismo?

    Dal constatare che oggi si verificano cose che fino a poco tempo fa sembravano impensabili. Quando noi ponevamo il tema della flessibilità sulle regole di bilancio, erano solo pochi Paesi a trovarsi sulle nostre posizioni. Adesso mi pare ci sia una consapevolezza più diffusa che la flessibilità è necessaria, ad esempio per le spese per sicurezza o per l’emergenza migratoria. Sappiamo quanto sia complicato introdurre questi temi in alcuni Paesi, dove ci sono interessi di campagna elettorale, ma riteniamo che attraverso uno sforzo paziente, come quello del governo che ha proposto un documento articolato sul futuro dell’Unione europea, prima o poi i risultati arrivano.

    Eppure, la filosofia dell’austerità è tutt’altro che morta. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha proposto un’autorità indipendente che controlli i bilanci nazionali al posto della Commissione, a suo avviso troppo incline alla mediazione. È una provocazione all’Italia?

    Sarebbe utile che il governatore della Banca centrale tedesca si occupasse un po’ più delle questioni del suo Paese e lasciasse stare il nostro. In questi anni abbiamo fatto riforme straordinarie, che sono poi la base del riconoscimento che ci è stato dato dall’Ue in termini di flessibilità, ma anche in termini di credibilità. Prima eravamo un Paese che doveva fare i compiti, adesso avanziamo proposte. Forse il governatore della Bundesbank è rimasto a un paio d’anni fa e si è perso tutto quello che abbiamo realizzato. Riforme che consentono al Paese di guardare al futuro con molta più fiducia. Vogliamo proseguire su questa strada attraverso le proposte che il governo ha presentato all’Europa, inclusa la flessibilità per i Paesi che se la meritano, per aver fatto riforme e tenuto i conti in ordine, e ne hanno bisogno per consolidare la crescita economica che è ripartita. In prospettiva bisognerà convincere tutti gli Stati Ue che la flessibilità va riconosciuta anche per i cofinanziamenti nazionali ai progetti europei e per le spese per investimenti.

    La crescita va dunque sostenuta con gli investimenti pubblici e l’Unione europea deve consentirli. Possaimo riassumere così?

    Abbiamo necessità di rimettere in moto la macchina delle opere pubbliche, che in questi anni è stata ferma, e lo vogliamo fare con i fondi europei e le risorse nazionali. Se a tutto ciò riuscissimo a collegare un’accelerazione del Piano Juncker per gli investimenti strategici, sarebbe la chiave giusta per la crescita. Non solo crescita economica ma anche di fiducia, tanto quella dei cittadini verso le istituzioni europee, quanto quella tra governi dell’Ue, che ultimamente si è persa per strada.

    Anche il ministro Padoan, ieri, è tornato a segnalare il problema della fiducia tra Paesi. Un ministro del Tesoro dell’Eurozona potrebbe essere il garante di questa fiducia reciproca?

    Se si tratta di una figura come quella inizialmente proposta da alcuni Paesi, cioè un altro controllore dei bilanci pubblici, non avrebbe alcun senso. Si può immaginare un ministro del Tesoro europeo se gli riconosciamo un potere effettivo, una funzione operativa concreta, con un budget proprio e un potere di intervento. Con queste caratteristiche avrebbe una giustificazione, se deve fare solo ulteriori controlli di parametri e virgole è del tutto inutile.

    La crisi Greca torna a far tremare l’Eurozona. Il capogruppo S&D a Strasburgo, Gianni Pittella, ha tuonato contro “i falchi” che hanno chiesto ad Atene una sorta di ‘austerità preventiva’. I socialisti europei sosterranno Tsipras più che in passato?

    In Europa, quando le decisioni sono state nelle mani dei falchi abbiamo sempre rischiato grosso. Lo scorso anno, quando si è raggiunto l’accordo con Atene, tutti hanno fatto prevalere il buonsenso. Serve buonsenso anche adesso. Sia la Grecia che l’Ue devono fare un passo avanti nel solco dell’accordo siglato l’anno scorso. Non si può chiedere alla Grecia di fare scelte contro la propria Costituzione, come Atene non può chiedere di stracciare gli impegni sottoscritti. L’accordo dello scorso anno ha consentito alla Grecia di rimanere nell’Euro, cosa che tutti auspichiamo possa fare ancora.

    Tags: eurozonaflessibilitàintervistainvestimentiMichele Bordoministro tesoro europeotetto titoli di statoWeidmann

    Ti potrebbe piacere anche

    La premier Giorgia Meloni con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Settembre 2026. Source: Imagoeconomica
    Energia

    Meloni, Merz e De Wever scrivono a Costa: accelerare gli investimenti nei settori strategici, a partire dall’energia

    13 Ottobre 2026
    Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, e la presidente del Comitato europeo delle regioni, Kata Tüttő [Bruxelles, 12 ottobre 2026. Foto: Lukasz Kobus. Copyright: EC - Audiovisual Service]
    Politica

    Commissione e Comitato delle regioni (ancora) divisi sulla coesione, come sul bilancio

    12 Ottobre 2026
    Benedetta Scuderi
    Le Brevi

    Scuderi (AVS): “Tassare gli extraprofitti per investire nelle necessità delle persone”

    9 Ottobre 2026
    Il presidente dell'Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, apre la riunione dell'Eurogruppo. Lussemburgo 8 ottobre 2026. Source: EU Council
    Economia

    La richiesta italiana di altra flessibilità è indigesta all’Eurogruppo, Paesi Bassi “stanchi” del dibattito

    8 Ottobre 2026
    Un momento della riunione del consiglio direttivo della BCE a settembre [Berlino, 10 settembre 2026. Foto: Lorena Deidda/ECB. Copyright: 2026 European Central Bank www.ecb.europa.eu]
    Economia

    La BCE orientata alla pausa: “Altri aumenti dei tassi di interesse possono impattare sulla crescita”

    8 Ottobre 2026
    Case green ecologiche [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]
    Green Economy

    ‘Case green’, il richiamo della BCE: “Senza sostegni famiglie a basso reddito incapaci di pagarsele”

    8 Ottobre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Senato per le dichiarazioni prima del Vertice UE. 14 Ottobre 2026. Source: Imagoeconomica

    Meloni prima del Vertice UE: la risposta al caro energia sia coordinata e rapida

    di Maria Elena Ribezzo
    14 Ottobre 2026

    Mentre bolla come rischiosa l'intesa di Trump sul gasolio russo

    [Copyright: European Union]

    Ucraina, delegato europeo per i negoziati di pace cercasi per evitare il ‘flop’ al vertice dei leader UE

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Ottobre 2026

    Al vertice del Consiglio europeo atteso il mandato politico alla Commissione per misure di difesa commerciale anti-Cina e contro il...

    Giani - Manetti Coesione Bruxelles

    Il Cardato riciclato pratese verso il riconoscimento europeo come IGP

    di Redazione eunewsit
    14 Ottobre 2026

    Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: "Era il riciclare gli stracci, i cenci. Se guardiamo bene, è la prima...

    Contro il caro-bollette il coordinamento delle politiche potrebbe essere problematico, rileva uno studio del Parlamento europeo - Bollette Meloni

    Bruxelles apre al decreto bollette di Meloni, intesa di massima tra Italia e UE. Restano i nodi tecnici

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Ottobre 2026

    Gli sviluppi erano stati anticipati dalla stessa presidente del Consiglio nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione