Bruxelles – Saranno i margini macroprudenziali e i tagli controllati del debito (haircuts) gli strumenti che aiuteranno a controllare l’eccessiva crescita dell’indebitamento nel sistema finanziario. È questo il parere del vice presidente della Bce Vitor Constancio, intervenuto oggi alla conferenza internazionale ESRB di Francoforte.
“Negli scorsi anni abbiamo avuto prove convincenti che mostravano come l’eccessiva leva finanziaria, i boom del credito e le successive riduzioni del livello di indebitamento finanziario siano stati al centro dei ricorrenti episodi di instabilità a partire dalla fine del diciannovesimo secolo”, ha detto Constancio nel suo discorso. Il vice presidente si riferisce a due eventi in particolare: quello del “Great Crash” del 1929, che portò poi alla Grande Depressione, e quello della più recente crisi del sistema finanziario globale (2007-2009). “Le prossime crisi, probabilmente arriveranno in una forma differente e forse coinvolgeranno diversi mercati e diverse entità, ma la storia ci dice che è giusto scommettere che l’eccessiva leva finanziaria giocherà ancora un ruolo fondamentale”. Per questo bisogna equipaggiare le autorità macroprudenziali dando loro il potere per stabilire margini e tagli del debito.
La Bce, ha ricordato Constancio, ha suggerito due strumenti per ridurre la leva attraverso i derivati e gli SFTs (Securities Financing Transactions). Si tratta dei “requisiti permanenti minimi” e dei “requisiti minimi variabili nel tempo o scorte di capitale”. Con il primo metodo si vogliono ridurre i rischi di qualsiasi “effetto shock” causato da un improvviso aumento dei margini e dei tagli. Con il secondo si vuole ridurre la leva nella parte espansiva del mercato.
Uno studio, pubblicato nell’ultima Financial Stability Review della Bce, ha mostrato tre risultati chiave che Constancio ha elencato. Il primo è che i poteri degli strumenti macropotenziali dovrebbero essere di ampia portata. Vale a dire che ogni regolamento dovrebbe includere derivati e SFTs. Il secondo evidenzia che porre dei margini minimi su ampia scala può limitare la crescita della leva finanziaria e tenere entro le soglie stabilite il debito. “Questo avrebbe impedito i bassissimi livelli di margini che abbiamo visto prima delle crisi globali”, ha precisato il vice presidente. Il terzo risultato è quello che suggerisce di lasciare che le autorità competenti aggiungano nel tempo componenti al margine minimo e alle richieste per il debito. Questo potrebbe avere portare a un incremento del welfare anche più di quanto farebbe il solo stabilire un prezzo minimo.
Come raggiungere gli obiettivi? Per Constancio serve che i programmi siano standardizzati, semplici e trasparenti, in tutta Europa. Una prima fase di pianificazione sarà il punto di partenza da cui procedere per calibrare i margini minimi per le diverse classi di derivati. Sarà poi necessario che anche le entità non bancarie siano influenzate dai requisiti su margini e tagli. Infine, gli strumenti della macroprudenza dovranno essere studiati in modo tale che le controparti non possano evaderli ricorrendo a transazioni in altre giurisdizioni che applicano regole diverse.

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