Bruxelles – “Le aspettative di inflazione a più lungo termine permangono saldamente ancorate, benché quelle sugli orizzonti temporali più brevi siano aumentate in misura significativa”. Queste le considerazioni che portano il Consiglio direttivo della Banca centrale europea a mantenere invariati i tassi di interesse. Nonostante i forti rialzi dell’inflazione a causa del caro-energia, dunque, si opta, esattamente come a marzo, per non intervenire con mosse restrittive di politica monetaria.
Il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale resta perciò al 2 per cento, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali rimane al 2,15 per cento, e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale è confermato al 2,40 per cento. La pausa iniziata a luglio continua, dunque, perché la BCE mantiene la calma e quell’approccio di calma e responsabilità alla base delle decisioni, comunque non semplici da prendere.
Il conflitto in Medio Oriente, riconosce la presidente della BCE, Christine Lagarde, “ha causato un brusco incremento delle quotazioni energetiche, sospingendo al rialzo l’inflazione e gravando sul clima di fiducia”. Ciò non basta a capire dove si troverà l’eurozona, perché “le implicazioni della guerra per l’inflazione a medio termine e l’attività economica dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto”. Questo implica che a Francoforte si andrà avanti come ormai di consueto: decisioni volta per volta, sulla base dei dati e “senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.
Le decisioni sui tassi di interesse, spiega ancora Lagarde, “saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria”. Per ora non si ravvedono rischi tali da giustificare un inasprimento del costo del denaro, anche perché, tiene a precisare la presidente della BCE, “il Consiglio direttivo si trova tuttora in una posizione favorevole per affrontare l’attuale incertezza“. Inoltre, l’economia dell’area dell’euro “ha mostrato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri”.
Aumenti successivi però non possono essere esclusi, data l’incertezza comunque presente e difficile da gestire. “Più a lungo continuerà la guerra e più a lungo i prezzi dell’energia resteranno elevati, maggiore sarà il probabile impatto sulle misure più ampie dell’inflazione e sull’economia”, il ragionamento dei membri del Consiglio direttivo. Vuol dire che i tassi si potranno aumentare se le cose dovessero peggiorare o non migliorare.
![Sala riunione della BCE [foto: Carlo Carino/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/12/Imagoeconomica_258360-750x375.jpg)
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